Quando negli anni ’70 il circuito delle Carpinete richiamava i campioni
CARPINETI. Con il passaggio del Giro d’Italia da Carpineti, i ricordi vanno subito ai grandi assi del ciclismo azzurro, quando da metà anni ’70 sino ai primi anni ’80 a ridosso del Ferragosto, il centro appenninico era meta estiva di tanti reggiani e non, che lasciavano la calura delle città per spostarsi nel classico mese delle ferie e cercare refrigerio all’ombra dei boschi carpinetani. Carpineti e altre località come Marola e Cervarezza erano mete che richiamavano migliaia di persone in Appennino e così il turismo divenne una delle più importante risorse per l’economia montana, al pari delle più rinomate località alpine. Oltre allo sport, per calamitare l’attenzione e rendere più appetibile l’offerta montana, le Pro loco organizzavano di tutto: dalle sagre paesane alle serate danzanti.
Il ciclismo era quello di campioni indimenticati quali Gimondi, Moser, Baronchelli, Battaglin, Saronni e Contini, atleti che hanno scritto pagine epiche di questo sport, il più popolare unitamente al calcio, che in estate appassionava le domeniche anche del più piccolo paese con il “Torneo della Montagna”.
Erano gli anni che dopo i grandi giri, si organizzavano i “Circuiti degli Assi”, capaci di dare spettacolo oltre a richiamare migliaia di appassionati delle due ruote ai margini della strada ed essere una ghiotta occasione per i ciclisti di incassare lauti ingaggi.
Il Comune carpinetano in collaborazione con l’attivissima Pro loco e tanti volontari, ideò il “Circuito delle Carpinete”, che ben presto divenne una delle gare inserite dal Ct azzurro come premondiale. La manifestazione scattò nel 1975 e a vincere fu Felice Gimondi con la storica maglia della Bianchi-Campagnolo, alle sue spalle Bertoglio e Santambrogio. L’anno successivo toccò a Francesco Moser battere Gimondi: il trentino si aggiudicò anche l’edizione del 1978 battendo Visentini, che con la maglia azzurra in quegli anni conquistò la medaglia d’argento ai Mondiali ad Ostuni ed al Nurburgring. Il 1976 fu un anno magico per l’atleta di Palù di Giovo (Moser, appunto) che conquistò la maglia iridata nell’inseguimento su pista sempre in Puglia, al velodromo leccese di Monteroni. Nel 1977 fu la volta di Giovanni Battaglin che in un acceso finale ebbe la meglio sullo svedese Johansson, mentre nel 1979 in maglia Magniflex la vittoria arrise a G.B. Baronchelli che battè Saronni. Un Saronni che poi il 16 agosto 1980 trionfò battendo Battaglin e Beccia, due anni dopo conquisterà la maglia iridata a Goodwood, anno nel quale a Carpineti si disputò l’ultima edizione, vinta dal varesino della Bianchi-Piaggio Silvano Contini.
L’edizione 1981 fu vinta, piuttosto a sorpresa, il giorno di Ferragosto dal romagnolo Alfio Vandi della Selle San Marco, bravo a superare lo svedese Tommy Prim. —
A.S.
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