«Stiamo lavorando al rimpatrio di Abbas»
La cooperativa l’Ovile e le onoranze Reverberi: «L’assenza di una funzionaria comunale in quarantena sta frenando tutto»
Miriam Figliuolo
CAMPEGINE. «Sul rimpatrio della salma di Abbas stiamo lavorando da mesi. Ora siamo fermi per l’assenza di una funzionaria comunale, in malattia per Covid». Intoppi burocratici, quindi, fanno ritardare il rientro in patria della salma di Uddin Abbas, il cittadino bengalese 45enne travolto e ucciso da un pirata della strada la sera del 13 febbraio in via Marconi a Caprara.
Lo riferiscono il presidente della cooperativa “L’Ovile”, Valerio Maramotti; l’avvocato del foro reggiano Domenico Intagliata, che tutela fin dalle prime battute la famiglia del bengalese, e la ditta di onoranze funebri Reverberi, che si occupa delle pratiche per il rimpatrio. Intervengono e li cerchiamo all’indomani dell’appello lanciato da un residente di Campegine Alfredo Ciampà, amico di Abbas, e da un familiare della vittima, Maruf, cui Ciampà ha fornito il contatto di un legale.
«Ci siamo interessati subito delle pratiche necessarie. Purtroppo l’assenza per malattia della funzionaria comunale sta rallentando l’operazione. Ma dovrebbe rientrare il 13 maggio».
La cooperativa “L’Ovile” ha avviato una raccolta fondi per aiutare la famiglia – una moglie e tre figli – che vivono in condizioni di estrema povertà in Bangladesh e la cui unica fonte di sostentamento era proprio Abbas. «Ad oggi le offerte per il funerale di Abbas e da mandare alla sua famiglia ammontano a 12.830 euro», dichiara Maramotti. Sulle pratiche che vanno a rilento, il sindaco Artioli, dopo le dovute verifiche, ieri ha dichiarato: «La responsabile del servizio è ancora a casa, e questo qualche disagio comporta, ma ad oggi non risulta al nostro ufficio che siano state depositate l’istanza e il documento dell’autorità consolare del Bangladesh, necessari per rilasciare il passaporto mortuario».
Il documento del consolato, però, comprensivo del nulla osta al trasferimento della salma, la famiglia ce l’ha già. Lo spiega subito dopo l’avvocato Intagliata: «L’ho ritirato io stesso, dopo avere preso appuntamento al consolato a Milano, la settimana scorsa».
In quanto all’istanza, sono le onoranze funebri Reverberi a mettere i puntini sulle “i”: «Per inoltrarla siamo già pronti da giorni ma, per queste pratiche, serve un modulo che è diverso per ogni Comune. Solo la funzionaria di Campegine può dirci come inoltrarlo, ma è in quarantena. Dall’ufficio comunale ce lo hanno detto martedì scorso, e già ci eravamo riproposti di richiamare domani (oggi, ndr)».
Al problema delle carte ora però se ne aggiunge un altro, non meno delicato: «Maruf Hossain è il cognato di Abbas, fratello della moglie, ed è colui che si occuperà della salma al rientro in Bangladesh. Mi ha confermato di non avere mai parlato con altri avvocati. Valuterò – ha aggiunto Intagliata – se procedere nei confronti di chi potrebbe approfittare di una situazione di estrema sofferenza della famiglia». —
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