Chiesa commossa per l’ultimo saluto a don Romano Zanni il prete missionario
In cattedrale i funerali del sacerdote morto a 75 anni Il vescovo Camisasca ha concelebrato il rito funebre
REGGIO EMILIA. Una folla commossa ha reso ieri l’ultimo saluto a don Romano Zanni, colonna portante della Chiesa reggiana, morto a 75 anni mercoledì mattina ad Albinea nella Casa di Preghiera dei Fratelli della Carità. Dopo l’esposizione nella Pieve albinetana, la salma è stata condotta ieri nella Cattedrale, dove alle 16 il vescovo Massimo Camisasca ha concelebrato la messa funebre in presenza dei confratelli ordinati e laici, delle Suore della Carità e di tanti reggiani. Gravemente malato da anni, il sacerdote aveva intrapreso su sua richiesta l’ultimo tratto della sua salita al Calvario con il conforto dei sacramenti – l’Unzione degli infermi e la santa Comunione – e delle cure palliative.
Don Romano Zanni è stato un faro della carità e della missione, uno dei sacerdoti più amati dal popolo di Dio reggiano-guastallese. Una figura importante per la nostra chiesa, come ha ricordato il vescovo Massimo Camisasca.
«Con lui ho condiviso tante iniziative – le parole di Camisasca – ma soprattutto i viaggi missionari. Questi ultimi sono stati l’occasione nella quale mi ha fatto partecipe del suo grande cuore e della profonda conoscenza delle missioni. Mi ha parlato di un passato recente che potevo avvicinare solo nella testimonianza di chi lo aveva vissuto».
Don Romano Zanni è nato il 31 luglio 1945 a Castellazzo da Giacomo e Bruna Brighenti. Giacomo, mezzadro, ha quindici fratelli, tra i più noti dei quali vi sono padre Leone (1897-1975) – ex combattente della Grande Guerra, esempio quasi leggendario di missionario comboniano – e don Artemio (1914-1990), prete diocesano, ma con uno spirito missionario, come il fratello.
Fra il 1971 e il 1972 don Romano trascorre alcuni mesi presso don Artemio. Nel frattempo, dopo un lungo viaggio in India nella prima metà del 1969 presso la dottoressa Bianca Morelli, don Artemio decide di impegnarsi a costruire un lebbrosario per gli hanseniani degli “slums” di Bombay: con le Suore dell’Immacolata si accorda di finanziare l’impresa, che sarà gestita dalla religiose. Nel settembre 1972 Romano entra fra i primi Fratelli della Carità; subito dopo, d’accordo con lo zio e con don Prandi, che già intravede una nuova apertura missionaria, si reca in India. Nel 1973 si trasferisce a Bombay (oggi Mumbai) in aiuto a suor Luigina, contribuendo all’avvio dei lavori, ma pochi mesi dopo deve rientrare a Reggio per scadenza del visto turistico. Collabora più che attivamente con le Suore dell'Immacolata nell’attuazione del piano sanitario quinquennale (1975-1980) denominato “Zona Kappa”. Il lebbrosario è inaugurato il 17 e 18 novembre 1977, alla presenza dal vescovo Baroni. Il 30 aprile 1978 don Mario Prandi parte da Reggio per andare in India a concludere le trattative per aprirvi una Casa della Carità, accanto al lebbrosario di Versova: sarà il cuore della missione reggiana. Grazie alle esperienze precedenti, in due anni fratel Romano costruisce la prima Casa della Carità in India, inaugurata il 24 giugno 1980.
Il 13 aprile 1981 fratel Romano e don Prandi vanno ad incontrare Madre Teresa a Calcutta per una visita di due giorni, da cui usciranno corroborati sia la storia delle “Case” in India, sia la vocazione presbiterale di Romano. Terminato il decennale soggiorno indiano, Baroni lo “chiama” a diventare sacerdote. Il 27 giugno 1987, a soli nove mesi dalla morte di don Prandi (10 ottobre 1986), Zanni riceve l’ordinazione sacerdotale. Subito viene destinato come parroco a Fontanaluccia (1987-1999, con la successiva aggiunta di Romanoro e Rovolo, dal 1992, e di Morsiano dal 1993). Don Romano è anche l’immediato successore – dal 15 ottobre 1987 - di don Prandi come Superiore della Congregazione Mariana delle Case della Carità. È lui, insieme a suor Maria Giubbarelli, a ricevere il decreto di approvazione della stessa Congregazione. Sarà nuovamente Superiore dal 2005 al 2014.
Dopo l’esperienza in montagna, don Zanni diventa parroco in città, a San Luigi, dal 1999 al 2006. Nel 2000 il vescovo Caprioli lo nomina direttore della Caritas, fino al 2005, quindi Delegato vescovile della Caritas (2005-2018). Durante l’episcopato di Camisasca don Romano è stato Vicario episcopale per la Carità e le Missioni dal 2013 al 2018, direttore del Centro Missionario Diocesano dal 2014 al 2017 e Superiore dei Fratelli della Carità dal 2014. Era inoltre canonico del Capitolo della Cattedrale (dal 2018) e assistente spirituale dell’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia “Don Luigi Guglielmi”.
Quanti hanno conosciuto don Zanni ne conservano l’immagine vivida di un prete che ha connotato il suo quotidiano progetto di vita con il motto “Caritas Christi urget nos” e ne aveva fatto la sostanza dei suoi giorni, in una serenità che comunicava fede e speranza.
Fra i numerosi messaggi di cordoglio arrivati nei giorni scorsi, quello del sindaco, Luca Vecchi, della segretaria Pd, Gigliola Venturini, di Confcooperatibe e di Csv Emilia -DarVoce. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
