Forme taroccate, la pm precisa le accuse
Ridefiniti diversi capi d’imputazione. I difensori ottengono uno slittamento di due mesi per studiare le variazioni
reggio emilia. Nuovo “assestamento” accusatorio nell’udienza preliminare con al centro il versante agroalimentare: gli inquirenti ritengono vi fosse il commercio di formaggio contraffatto, il che tocca due pilastri delle nostre tavole come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Un “giro” che, con diverse sfaccettature, avrebbe coinvolto 26 addetti ai lavori.
Ieri l’ennesima “tappa” di questa vicenda non è durata molto, in quanto la pm Maria Rita Pantani ha depositato i capi d’imputazione con una serie di precisazioni che sono – in pratica – la risposta all’eccezione sollevata da più difensori relativamente alla genericità e indeterminatezza delle accuse, chiedendone la nullità. Basterà? Vedremo.
Comunque sia, davanti a queste precisazioni della pm Pantani, gli avvocati difensori hanno chiesto al gup Dario De Luca uno slittamento dell’udienza per poter studiare attentamente i capi d’imputazione toccati dalle specificazioni. Termine a difesa accordato dal giudice e si tornerà in aula fra due mesi. All’uscita dall’udienza si raccolgono dalle difese non solo parole attendiste sulle ulteriori precisazioni accusatorie («Vi sono dettagli e riferimenti a luoghi che vanno studiati»), ma anche ragionamenti che fanno presagire la presentazione di nuove eccezioni preliminari, specie sull’accusa più pesante, cioè l’associazione a delinquere (contestata a 12 imputati) che rimarrebbe formulata ancora genericamente.
Nel prossimo passaggio giudiziario dovrebbero essere discusse le nuove precisazioni accusatorie, poi vi sarà da capire quando il gup De Luca si esprimerà – tramite ordinanza – sulle eccezioni preliminari avanzate dai difensori. In particolare gli avvocati Federico Cecconi e Giovanni Tarquini (difendono il principale imputato, cioè Dante Bigi) hanno sollevato l’eccezione di incompetenza territoriale in relazione a violazioni di legge nell’indicazione delle circostanze di reato con particolare riferimento all’aggravante transnazionale (così come hanno fatto molti altri legali, sostenendo che il procedimento andrebbe spostato a Parma o Pavia) e la nullità di tutti i capi d’imputazione per genericità e indeterminatezza della formulazione. «Inesattezze processuali che secondo noi devono comportare la restituzione degli atti all’ufficio del pm». Un’altra eccezione ha riguardato Giuseppe Alai, ex presidente del Consorzio del Parmigiano, in carica fino al 2016 e accusato di abuso d’ufficio. Il difensore Roberto Sutich ha sostenuto l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche «per il semplice motivo che il reato di abuso d’ufficio non è tra quelli che contemplino la possibilità di intercettarlo». Il “cuore” del procedimento lo troviamo nella ditta Nuova Castelli, cioè il più importante esportatore del formaggio di casa nostra nel mondo. Nel mirino varie figure ruotanti attorno all’azienda, a partire dal fondatore Dante Bigi. —
T.S.
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