La farmacista assolta dall’accusa di truffa
appennino. Quando i militari del Nas sono entrati nella sua farmacia, hanno trovato un cestino con scritto “rifiuti” in cui c’erano 35 confezioni di farmaci senza la fustella. Fatto per il quale la farmacista della montagna è stata denunciata per circolazione illecita di farmaci. La farmacista era accusata di applicare le fustelle su ricette che trasmetteva all’Ausl di Reggio Emilia, competente per il rimborso, inducendo così in errore l’Ausl stessa circa l’avvenuta consegna delle confezioni di farmaci.
Ma il giudice ha assolto la farmacista con formula piena dopo che l’avvocato difensore, Nino Ruffini, è riuscito a provare l’innocenza della sua cliente.
Come provato in udienza, infatti, si trattava solo di farmaci che venivano consegnati perché un cliente li cambiava, o cambiava medico, oppure perché il paziente era morto. In pratica, la farmacista si faceva carico di smaltire poi i farmaci tramite Iren. Un rapporto di fiducia con i clienti, che portavano i farmaci alla loro farmacista, lasciandoli nel cestino in cui erano indicati come rifiuti.
A offrire prove a discarico della donna sono stati proprio alcuni clienti, chiamati a testimoniare in udienza, poi terminata con l’assoluzione, mentre la procura aveva chiesto la pena di un anno di reclusione. L’accusa di truffa era legata al riconoscimento del compenso di 1,20 euro alla farmacista per la consegna dei farmaci ospedalieri.
Truffa che non aveva margini, come mostrato dalla difesa, e quindi senza ragion d’essere. —
E.L.T.
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