Morte del piccolo Carlo Anche la superperizia non chiarisce le cause
Il legale: «Dopo 6 anni non ho una risposta per i genitori» I 4 medici alla sbarra non parlano, sarà sentita la madre
Tiziano Soresina
san martino in rio. «A quasi sei anni dai fatti, non riesco a dare una risposta ai genitori sulla morte del piccolo Carletto».
Queste parole sconsolate sono dell’avvocato Alessandro Carrara (tutela la madre Giusy Cataldo, costituitasi parte civile) che così commenta l’esito dell’ennesima udienza del processo sulla morte del piccolo Carlo Russo (2 anni) che il 25 agosto 2015 bevve un sorso di detergente nel bar dei genitori.
Ieri per un’ora e mezza hanno esposto le loro conclusioni i quattro periti (due medici legali e due anestesisti) che erano stati nominati oltre un anno fa dal giudice Sarah Iusto. Una super perizia supplementare, per cercare di uscire dalla contrapposizione netta fra due linee di pensiero: per la procura ad uccidere il bimbo fu l’eccessiva somministrazione di un farmaco anestetico (il Propofol), mentre per le difese (sotto accusa per omicidio colposo quattro medici e la madre anche per omesso controllo) la morte lenta e tragica di Carletto era stata provocata dall’intossicazione progressiva ed inarrestabile dovuta all’ingestione della sostanza caustica.
«Una risposta certa sul decesso non c’è – prosegue l’avvocato Carrara – se non che le ulcerazioni dovute al liquidi caustico non erano state così leggere come sembrava quando il bambino era ricoverato. Nel momento in cui è stato estubato, ha avuto una crisi respiratoria che ci dicono causata dalle ulcerazioni a livello polmonare. In questi anni abbiamo scoperto che il bimbo era andato in tachicardia, ma la sua sofferenza cardiaca non è stata indagata. Era stato, invece, mandato a fare una Tac con il liquido di contrasto ed era emerso che l’esofago non era stato perforato. Però ora i periti ci hanno detto che a volte proprio il liquido di contrasto può creare problemi cardiaci, ma non sappiamo se possano aver influito sulla morte. Ho chiesto di nuovo al giudice – rimarca il legale – di coinvolgere nella perizia anche un cardiologo, ma la risposta è stata negativa. Capisco perfettamente – conclude – che siamo di fronte ad una vicenda molto complessa, ma sta di fatto che ad oggi non c’è una risposta certa alla morte del bambino». La prossima udienza – fissata per il primo giugno – potrebbe essere decisiva.
I quattro medici sotto processo hanno già fatto sapere, tramite i loro avvocati, che non intendono deporre, quindi si rinuncerà all’esame degli imputati. Invece la madre di Carletto ha deciso di sedersi davanti al giudice Iusto e dare la sua versione dei fatti. Se questa testimonianza non si protrarrà molto, il processo potrebbe virare verso la requisitoria dei pm Giacomo Forte e Giulia Stignani, per poi lasciare la parola alle arringhe dei legali di parte civile e degli imputati. Non è neppure escluso che quel giorno giunga anche la sentenza. —
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