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Reggio blinda cappelletti e tortelli con la denominazione comunale

Roberto Fontanili
Reggio blinda cappelletti e tortelli con la denominazione comunale

Illustrato in Commissione il progetto del marchio De.Co. pronto a sbarcare in Sala Tricolore per il voto

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. I piatti della nostra tradizione come i cappelletti e i tortelli verdi, ma anche singoli prodotti come bietole, potranno fregiarsi a breve del marchio De.Co. (denominazione comunale di origine) e, una volta inseriti nell’apposito registro comunale, diventare uno strumento di marketing territoriale.

Il marchio De.Co. è la certificazione rilasciata dal Comune per il settore agroalimentare che ha lo scopo di legare un prodotto e le sue fasi di realizzazione ad uno specifico territorio comunale. Un iter diverso da quello seguito dall’erbazzone reggiano, per il quale è invece in corso la pratica per il riconoscimento di Igp (Indicazione Geografica Protetta), ovvero il marchio che tutela anche giuridicamente l’indicazione geografica del prodotto.

Il riconoscimento Igp viene attribuito a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione e trasformazione avviene in una determinata area geografica. Nel caso dei cappelletti e dei tortelli verdi, che saranno i primi a fregiarsi del marchio De.Co, si tratta di un riconoscimento per così dire più leggero, ma che vuole tutelare e legare strettamente prodotto e territorio di origine.

La procedura che porterà anche a Reggio al marchio De.Co. – e che consentirà a produttori e commercianti di utilizzarlo, se rispetteranno l’apposito disciplinare – è partito ieri con la riunione della Commissione consigliare e si concluderà il 24 maggio prossimo con l’approvazione in Sala Tricolore del regolamento e l’istituzione dell’apposito Registro comunale. Un percorso che già diversi comuni italiani hanno intrapreso, compresi quelli di Correggio per lo “scarpasot”, (una variante dell’erbazzone senza pasta) e Reggiolo per la zucca. La proposta di istituire il marchio De.Co. è stata avanzata ieri in commissione dall’assessore alle Attività Produttive, Mariafrancesca Sidoli, che ha spiegato come sia «nata con l’appoggio di tutte le associazioni del commercio, artigianali, del settore agricolo, della Camera di commercio e conti sulla collaborazione dell’Università di Modena e Reggio, del Crpa e dell’Ausl che avrà compiti di controllo e porterà all’adozione di un regolamento e la nomina di una commissione che sarà chiamata ad esprimersi sulle richieste che arriveranno da aziende agricole e artigianali».

La commissione avrà il compito di dare il via libera all’iscrizione del prodotto al registro tenendo in considerazione la storia del prodotto (per evitare invenzioni dell’ultima ora), le sue qualità, le sue caratteristiche organolettiche e di una specifica ricetta di riferimento nel caso di un prodotto gastronomico. L’attestazione De.Co. – che dimostra l’origine locale del prodotto, ne stabilisce la composizione e ne garantisce gli ingredienti a produttori e consumatori – è nata nel 1990 e consente ai Comuni di disciplinare e valorizzare le attività agroalimentari tradizionali.

«L’obiettivo – ha detto il presidente della Commissione Territorio Fausto Castagnetti – è quello attraverso i piatti e prodotti, di promuovere il patrimonio culturale e ambientale del territorio e far acquisire loro un’identità commerciale». In base alle norme in vigore esistono tre gruppi di De.Co. Il primo riguarda la tutela di un prodotto agricolo coltivato in quel territorio, un prodotto dell’artigianato alimentare o di un prodotto dell’artigianato. Il secondo invece tutela le ricette e piatti legati ad una tradizione o di un sapere. Infine il terzo gruppo comprende De.Co. multiple, che tutelano tradizioni che si ritrovano sia nel primo sia nel secondo gruppo.

Una normativa ampia che sarà aperta da cappelletti e tortelli verdi che è destinata in futuro ad ampliarsi ad altri prodotti. —

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