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Attacco dei lupi nella stalla di Cadé «È la seconda volta in pochi giorni»

El.Pe.
Attacco dei lupi nella stalla di Cadé «È la seconda volta in pochi giorni»

Sbranata una manza di sei mesi nell’azienda Viesi Il titolare: «Sono entrati nel recinto, così non va bene»

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REGGIO EMILIA. «Sono entrati dentro la stalla: è questa la cosa che mi preoccupa di più. In zona ci sono stati altri attacchi, ma di solito prendevano animali già malandati che magari erano stati portati fuori. Dal primo assalto che abbiamo subito, poche settimane fa, facciamo dei giri di notte per controllare, ma le vacche possono andare nel recinto liberamente. I portoni però erano chiusi, dato che fa ancora freddo. Ma non è che ci possiamo chiudere in gabbia...».

Tarcisio Viesi, imprenditore agricolo di Villa Cadé, commenta così il secondo assalto in pochi giorni da parte dei lupi nel suo allevamento di via Reggiolo. Nella notte tra venerdì e ieri, nell’azienda “Viesi Tullio Tarcisio e Costantino” – circa 300 capi, metà dei quali da latte per la produzione di Parmigiano Reggiano – i lupi sono tornati. E ancora una volta sono andati a segno. «Una manza è stata attaccata, mangiata viva perché non ha neanche segni al collo – racconta –. Il branco, perché intorno alla stalla abbiamo trovato tutte le impronte ed erano in diversi, è entrato proprio in stalla. Anche gli altri animali erano molto agitati».

Ieri mattina, in azienda si sono trovati davanti la carcassa dell’animale, una bovina di circa sei mesi di un quintale di peso, straziata. Non hanno potuto fare altro che chiedere l’intervento dei veterinari dell’Ausl, per denunciare l’attacco da parte del branco di selvatici.

Sull’episodio interviene Coldiretti. «Le rassicurazioni ricevute credo proprio non siano più sufficienti – dichiara Maria Cerabona, direttore Coldiretti di Reggio Emilia, già intervenuta dopo la precedente aggressione di fine aprile –. È necessario individuare azioni concrete e rapide per tutelare allevatori e animali e non lasciarli nella continua preoccupazione di trovarsi di fronte a uno spettacolo come quello». «In seguito alle nostre segnalazioni dopo l’ultimo attacco, non si è mosso nulla – conclude –. Ci auguriamo che questa seconda manza sbranata possa sollecitare l’attenzione del tavolo istituzionale e riaprire il dialogo per considerare le peculiarità di questi attacchi e mettere in sicurezza imprese e animali».

La presenza dei lupi in pianura, a ridosso delle attività umane, è un dato accertato e studiato dagli esperti. Sono attirati dalle aziende agricole, dove sanno ormai di poter trovare “cibo” facile. Nei mesi scorsi, era stata la stessa prefettura a convocare un tavolo tecnico su sollecitazione di Coldiretti e a cui ha preso parte anche il Wolf Apennine Center. Ne era derivato una sorta di vademecum informativo, su come ottenere gli indennizzi e con indicazioni pratiche rivolte agli allevatori per difendersi dagli attacchi. —

El.Pe.

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