Coop, il prestito sociale è tornato in auge dopo anni segnati dai disinvestimenti
Flussi negativi ridotti a pochi milioni dopo l’emorragia partita nel 2016. «Segno della fiducia nella nostra cooperativa»
REGGIO EMILIA. Da quando è stata creata nel 2016 tramite una maxi fusione, Coop Alleanza 3.0 ha visto ridurre il prestito sociale di 1,2 miliardi di euro. Ad oggi, infatti, il livello è pari a 3,1 miliardi di euro rispetto ai 4,3 miliardi medi di 5 anni fa, segnando però nel 2020 un dato in controtendenza. Dopo anni segnati da flussi negativi, l’emorragia sembra finita e il prestito sociale è tornato ad avere una quota quasi fisiologica di disinvestimenti. Nel 2020 il saldo tra raccolta e ritiro è stato infatti negativo per 28 milioni, una frazione rispetto ai -325 milioni di euro segnati nel 2019.
«Le cooperative si leggono molto attraverso il prestito sociale e possiamo dire che il 2020 è stato un anno di controtendenza per la prima volta dalla fusione in avanti», ha detto infatti nei giorni scorsi Milva Carletti, direttrice generale corporate di Coop Alleanza 3.0, il colosso dei supermercati che ha quindi «stabilizzato il prestito sociale e per la prima volta dopo anni le uscite sono state limitate mentre negli anni precedenti erano tra i 300 e i 400 milioni l’anno. Una stabilità che leggiamo come segno di forte fiducia verso la cooperativa e in quello che stiamo facendo, come ci dicono i numeri a bilancio. La sicurezza del prestito sociale è provata anche dagli indicatori previsti dalla legge che, voglio sottolineare, sono perfettamente rispettati, segno che stiamo agendo in un ambito di sicurezza».
Il 2020 è stato certamente l’anno della crisi così come l’anno segnato dall’aumento a dismisura dei risparmi privati. Da una parte, quindi, la cooperativa ha dovuto investire per trasformare i supermercati in un fronte sempre aperto assicurando approvvigionamenti ai clienti e ai soci, cercando di tutelare al massimo la salute dei dipendenti. Dall’altro lato Coop Alleanza ha visto depositare a sua volta cifre importante sotto forma di prestito sociale da parte dei soci nonostante i tassi assicurati dal mercato siano ormai bassi. «La nostra solidità si legge anche nell’andamento del prestito sociale – aveva sottolineato pochi giorni fa anche il presidente di Coop Alleanza, Mario Cifiello – prestito che peraltro nei primi mesi di quest’anno è in aumento. Solidità testimoniata anche dal rispetto di tutti i covenant sia rispetto ai soci prestatori che alle banche, segno di una migliore solidità finanziaria».
I risultati sono stati diffusi durante la conferenza stampa sul bilancio 2020 che vede le vendite a insegna Coop (somma della rete diretta, delle partecipate della Gdo e di Easycoop e franchising) a quota 5,12 miliardi, con una crescita di 203 milioni sul 2019. Anche le vendite della sola rete diretta, ovvero la cooperativa e le controllate della grande distribuzione organizzata, hanno raggiunto i 4,36 miliardi nel 2020, con un incremento di 52 milioni rispetto al 2019. Si tratta di una tendenza in positivo, diversamente da quanto avvenuto negli anni passati. Nel bilancio si segnalano inoltre indicatori di miglioramento, in particolare nella gestione caratteristica. E nonostante il contesto economico complesso, segnato da una crisi pandemica senza precedenti, viene confermato il ritorno all'utile nell'esercizio 2022, consentendo così alla cooperativa il proseguimento del suo piano di risanamento e rilancio. La perdita resta significativa, pari a 132 milioni nel consolidato, ridottasi però rispetto ai circa 300 milioni del 2018, anno della svolta strutturale che sta offrendo frutti nonostante le difficoltà emerse a livello universale nell’anno del Covid. —
Enrico Lorenzo Tidona
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