Indagato l’investitore Lo ha visto scivolare
Aperta un’inchiesta sull’incidente mortale di Magreta La procura nomina due consulenti per le verifiche tecniche
FORMIGINE. C’è un fascicolo aperto per omicidio stradale in procura a Modena. In questi casi è un atto dovuto, necessario a garantire indagini spedite, ma soprattutto a offrire ogni tutela giuridica a chi è rimasto coinvolto nell’incidente. Perché il lavoro della polizia locale di Formigine ora verterà su due linee operative: la ricostruzione esatta della dinamica e le verifiche di un’eventuale responsabilità penale del conducente del furgone che ha travolto il 18enne di Correggio Riccardo Bellopede.
Il primo passaggio sarà quello di capire indicativamente la velocità a cui viaggiava il Fiat Doblò.
Lo si farà verificando i segni lasciati sull’asfalto dagli pneumatici semmai ci siano, le misurazioni effettuate dagli agenti e soprattutto saranno importanti le dichiarazioni prese a verbale dagli investigatori. Pochi istanti dopo l’incidente mortale, infatti, c’è chi si è scagliato con veemenza contro l’alta velocità di via Fossa, invocando l’installazione di un dosso per imporre agli autisti di alzare il piede dall’acceleratore.
Ma gli auspici di chi conosce bene la strada potrebbero non trovare riscontri nel caso specifico su cui si sta indagando.
Il secondo fronte di accertamenti riguarda l’autista del furgone.
L’uomo ha già rilasciato le prime dichiarazioni alla polizia locale che, comunque, si è premurata di anticipargli l’eventualità di doverlo di nuovo ascoltare. «Non l’ho visto, me lo sono trovato sotto il furgone», ha sostenuto il 42enne, residente a Modena, che lavora nel campo dell’informatica.
C’è infatti un primo dubbio sulla dinamica che potrebbe non essere secondario: l’autista ha detto di aver notato Riccardo scivolare sulla ghiaia del passo carraio mentre fuggiva dagli amici che lo avevano preso di mira con un gavettone. Non fosse scivolato si sarebbe evitato l’incidente mortale? Anche questa domanda merita una risposta scientifica e certa.
Nel frattempo il magistrato incaricato delle indagini, Giuseppe Amara, ha disposto la nomina di due consulenti tecnici: il primo dovrà occuparsi dell’esame autoptico sul 18enne e l’altro farà un’analisi sul furgone Fiat Doblò, per valutare se il mezzo può “raccontare” alcune cose su quanto accaduto a Magreta. —
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