Landi Renzo, trimestre in rosso La perdita segna 4,1 milioni di euro
CAVRIAGO. Landi Renzo ha chiuso il primo trimestre con un fatturato in calo del 10,48% a 33,3 milioni. In calo di oltre l’83,3% a 0,4 milioni il margine operativo lordo. Quasi triplicata la perdita netta (+192,85%) con un rosso di 4,1 milioni. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che sui dati pesano gli effetti della ripresa dei contagi per la pandemia da Covid-19 e la riduzione dei volumi di produzione delle case automobilistiche, dovuti a problemi di forniture di microchip.
«La pandemia continua a pesare sulle economie di tutti i Paesi, ma le prospettive davanti a noi sono ben diverse da quelle dello scorso anno, potendo contare sull’arma dei vaccini per combattere questo terribile virus» ha dichiarato Stefano Landi, presidente dell’azienda che produce sistemi per motori a gas e a idrogeno. «Il gruppo continua a porre grande attenzione alla tutela della salute dei suoi collaboratori e ad investire per lo sviluppo. Sono inoltre molto orgoglioso che Landi Renzo sia stata riconosciuta tra le 150 aziende italiane “Leader della sostenibilità 2021” secondo la ricerca di Statista in collaborazione con il Sole 24 Ore».
A soffrire particolarmente tra i mercati c’è quello italiano, che assorbe il 12,8% del fatturato complessivo della Landi, (17,9% nel primo trimestre 2020), e che è quindi in decremento del 35,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, principalmente per le difficoltà registrate sul canale after market, particolarmente colpito dalla ripresa dei contagi, che ha comportato il posticipo da parte dei consumatori delledecisioni di conversione.
Secondo dati Unrae relativi al mercato italiano le nuove immatricolazioni di autovetture con motorizzazioni a gas (metano e gpl) continuano a rappresentare circa l’8% del totale. Il resto d’Europa rappresenta il 53,7% delle vendite complessive (55,3% nel primo trimestre 2020), con una contrazione del 13,1%, principalmente attribuibile alle problematiche riscontrate sui mercati internazionali per l’approvvigionamento di materie prime e componentistica, che hanno costretto una primaria casa automobilistica cliente di Landi Renzo a delle interruzioni della produzione, con un conseguente slittamento di una parte degli importanti ordinativi previsti per il trimestre.
«La ripresa pandemica nel primo trimestre dell’anno ha avuto delle inevitabili ripercussioni sul settore automotive, sia sul canale Oem che, ancora di più su quello after market – ha detto Cristiano Musi, ad di Landi Renzo – Inoltre lo shortage di microchip ha impattato sui volumi delle case auto, con effetti indiretti sulle vendite del nostro gruppo. Ci sono però anche segnali positivi, come il consolidamento della nostra leadership in Egitto, uno dei mercati a maggiore potenziale nei prossimi anni. Abbiamo inoltre ricominciato ad operare direttamente anche nel settore delle infrastrutture, grazie al cambio dei patti parasociali della nostra joint venture Safe&Cec, caratterizzata da un fatturato e da una marginalità in crescita nonostante la pandemia, e da un portafoglio ordini che copre già buona parte del budget dell’anno in corso». —
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