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Il delitto di san martino in rio 

Martedì l’addio a Paolo Eletti ucciso in casa

M.F.
Martedì l’addio a Paolo Eletti ucciso in casa

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san martino in rio. È stato fissato per martedì, alle 15, il funerale di Paolo Eletti, l’uomo trovato assassinato con cinque colpi di martello alla testa nella sua abitazione di via Magnanini 13, il 24 aprile scorso, e per il quale il figlio Marco è in carcere accusato del delitto e del tentato omicidio della madre, Sabrina Guidetti, di 54 anni.

Sarà un loculo messo a disposizione dal Comune a ospitare le spoglie dell’uomo, in attesa di eventuali diverse disposizioni da parte dei familiari. Impossibilitati a darne la moglie Sabrina, ancora in condizioni gravi, ma stabili, all’ospedale di Reggio Emilia, dove è stata ricoverata con un’intossicazione da psicofarmaci e ferite agli avambracci, e il figlio Marco, detenuto nel carcere di Modena in attesa di potersi difendere nella fase processuale. Anche per questo non ci sarà cerimonia religiosa, per il momento. La salma sarà trasferita direttamente al cimitero locale.

A preoccuparsi dell’organizzazione della cerimonia funebre e della prassi burocratica a essa collegata è stato un cugino della vittima, Verter Eletti, di Prato di Correggio.

Per chi lo vorrà sarà anche possibile fare visita alla camera ardente, allestita nella casa funeraria delle onoranze funebri Rossi, in via Don Borghi 9, domani dalle 15 alle 19 e martedì dalle 9 alle 15. Poi il feretro, alle 15, sarà traslato nel cimitero locale.

L’omicidio di Eletti ha scosso profondamente la comunità di San Martino in Rio, tanto più per il contesto secondo il quale gli inquirenti ritengono di poter collocare l’accaduto: un figlio che, per futili motivi come la vendita della casa di famiglia, uccide il padre e tenta di ammazzare anche la madre inscenando un omicidio suicidio. Questa l’ipotesi accusatoria, sostenuta da numerose indizi – elencati da una dettagliata nota stampa diffusa dalla procura –, la cui valenza di prove sarà discussa al processo.

D’altra parte anche la difesa, affidata all’avvocato del foro reggiano Domenico Noris Bucchi, sta affilando le armi. Il ragazzo che si è proclamato innocente, dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa, ha scelto il silenzio. Il gip Dario De Luca ha deciso per lui il carcere. La comprensibile attenzione dell’opinione pubblica sul caso contribuisce a tenere alta la tensione. —

M.F.

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