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San Martino in Rio 

«Anagrafe antifascista Il vice sindaco non ha votato»

«Anagrafe antifascista Il vice sindaco non ha votato»

La proposta di adesione in consiglio comunale portata dal consigliere Lusetti «Mi aspettavo un sì unanime almeno dalla maggioranza»

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SAN MARTINO IN RIO. L’Anagrafe antifascista è una comunità virtuale di valori, aperta a tutti coloro che si riconoscono in una serie di principi enunciati sulla “Carta di Stazzema”: che è contro il fascismo e per l’affermazione di un universo di idee e di valori opposti ai totalitarismi. Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, giovedì, il gruppo di minoranza Progetto San Martino ha portato all’ordine del giorno l’adesione del Comune all’anagrafe antifascista.

«Prima dell’esposizione del documento, il capogruppo di Alleanza Civica ha esposto i suoi ideali dichiarando che tutto il suo gruppo non avrebbe partecipato al voto, per certi versi comprensibile ma senz’altro per noi non condivisibile – spiegano da Progetto San Martino – Dopo l’esposizione del consigliere Fabio Lusetti, il vicesindaco Giuseppe Borri ha dichiarato che questo consiglio comunale non era il luogo adatto per esporre questo ordine del giorno visto che nella stessa serata si era discusso di ordini meno adeguati quali pannolini, cicche, corsi… A questo punto sia il vicesindaco, sia il capogruppo di maggioranza Andrea Galimberti, rimasto in silenzio, si sono allontanati dall’aula. Meglio disconnessi, perché consiglio in videoconferenza. Ottenendo lo stesso risultato di Alleanza Civica in questo caso non comprensibile e senz’altro antidemocratico».

«La votazione è stata sette favorevoli, cinque assenti dal voto, un assente dall’intera seduta del consiglio comunale – va avanti il gruppo di opposizione, in una nota in cui sottolinea il sostegno ricevuto da Partito Socialista Italiano, Rifondazione Comunista, Europa Verde, Movimento 5 Stelle e Articolo Uno di San Martino in Rio –. Su questo punto che noi riteniamo molto importante, non solo per la sinistra ma per tutti i cittadini, avremmo sperato in un voto unanime di approvazione o almeno auspicato che la maggioranza che governa il nostro Comune a vocazione Pd lo avesse fatto mentre ancora una volta ha dimostrato al suo interno tutta la diversità di ideali e divisione politica, da far riflettere tutta la cittadinanza». —

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