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Le case per anziani riaprono alle visite con le “stanze per gli incontri”

Leonardo Grilli
Le case per anziani riaprono alle visite con le “stanze per gli incontri”

Martini, dirigente di Asp, spiega la procedura da seguire «Adatteremo le stanze per gli abbracci: pronti in settimana»

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Entro domenica prossima le famiglie reggiane potranno prenotare nuovamente le visite ai loro parenti anziani accolti nelle strutture di Asp “ Città delle persone”.

A dichiararlo è la stessa presidentessa, Mariella Martini, che sabato mattina ha partecipato a un incontro online con l’Ausl di Reggio Emilia e i gestori delle Cra della provincia proprio per confrontarsi sulle nuove linee guida emanate sul tema dalla Regione Emilia-Romagna. Se infatti, nei mesi scorsi, le visite nelle strutture per anziani erano possibili solo nelle “stanze per gli abbracci” e in poche altre eccezioni, ora si sta lentamente tornando a una quasi normalità.

Con l’apertura a incontri più stretti, rispettando però determinate condizioni di sicurezza. «Ieri mattina (sabato, ndr) noi e gli altri enti gestori abbiamo ricevuto indicazioni dalla Conferenza sociale territoriale – spiega Martini –. L’Ausl ha dato ulteriori spiegazioni, così da dare un’applicazione omogenea alla circolare regionale in tutta la provincia». Bologna, infatti, «ha autorizzato un’apertura più ampia di quanto si pensasse per quanto riguarda la possibilità di contatto tra i familiari e gli ospiti. L’interpretazione che ne ha dato l’azienda sanitaria, da noi condivisa, è che non sarà possibile l’abbraccio ma il contatto delle mani».

In pratica anziani e parenti staranno seduti a un metro di distanza, indosseranno mascherine con filtro almeno Ffp2 (fatta eccezione per gli ospiti che non possono indossarla per motivi di salute) e potranno stringersi per mano.

Restano però dei vincoli ben definiti affinché ciò possa accadere. «Gli anziani devono aver completato il ciclo vaccinale – prosegue la presidentessa di Asp – mentre per quanto riguarda il familiare fa fede quanto stabilito dal decreto sul “green pass”. Bisognerà aver fatto la vaccinazione completa nei sei mesi precedenti alla visita, e questa condizione al momento è valida per tutti i vaccinati. Oppure si dovrà esibire l’attestato rilasciato dall’Ausl che certifica la fine dell’isolamento e quindi la guarigione dal Covid nei sei mesi precedenti o sottoporsi a un tampone antigenico o molecolare almeno 48 ore prima e avere esito negativo».

Una precauzione, quella del tampone, considerata dagli esperti come la “più debole” dal punto di vista della sicurezza, essendo di fatto la fotografia di un istante preciso e non la condizione esatta del familiare al momento dell’ingresso nella struttura.

«Questa è la legge e dobbiamo adeguarci, ma la nostra attenzione sarà ancora più elevata – assicura Martini – di quanto non sia stata finora. È stato anche chiarito, com’eravamo già orientati a fare, che i familiari devono arrivare con il risultato del tampone, non li faremo noi in struttura. Richiederebbe personale infermieristico e medico tutti i giorni della settimana».

Per quanto riguarda invece il luogo dove si svolgeranno le visite, la preferenza maggiore è sempre da attribuire agli spazi all’aperto. Quando ciò non sarà possibile a causa delle condizioni climatiche, però, Asp convertirà «le stanze degli abbracci in stanze degli incontri. Anche dove non sono ancora state installate, utilizzeremo gli spazi che vi avremmo voluto dedicare conservando il telo flessibile in plexiglas se la condizione pandemica dovesse mutare di nuovo».

Diversa invece la questione delle visite dentro le stanze di degenza. Saranno permesse solo in condizioni particolari, come il fine vita o una grave depressione di un anziano allettato, «cercando di assumere tutte le precauzioni possibili – conclude Martini – perché in genere ogni ospite condivide la camere con altre due o tre persone. In questa settimana adatteremo il piano che avevamo abbozzato in base a quanto discusso con l’Ausl e direi che entro domenica prossima saremo pronti a prendere le prenotazioni».

Quando ci sarà il via libera, dunque, i familiari degli anziani accolti da Asp potranno telefonare ai numeri delle strutture come si faceva per richiedere una visita nelle stanze degli abbracci e fissare un appuntamento. Uno ogni 40 minuti: venti per la visita vera e propria e venti per sanificare l’ambiente. —

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