Gazzetta di Reggio

Reggio

ex caserma zucchi 

Tentò di rapinare un ragazzino Identificato grazie ai tatuaggi

Ambra Prati
Tentò di rapinare un ragazzino Identificato grazie ai tatuaggi

Arrestato un 19enne che, coltello alla mano, ha preso di mira un minorenne È stato riconosciuto sulla base di due disegni che aveva sulla mano e sul braccio  

2 MINUTI DI LETTURA





Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Nel marzo scorso nel parcheggio dell’ex caserma Zucchi ha aggredito un minore con un coltello per rapinarlo. Ora, a distanza di due mesi, il responsabile è stato identificato grazie a due tatuaggi, su mano e braccio, ben impressi nella memoria del minorenne.

Sabato scorso, in esecuzione della misura cautelare emessa dal Gip di Reggio Emilia, la Squadra Mobile ha eseguito un fermo per indiziato di delitto a carico di un diciannovenne accusato del reato di tentata rapina aggravata (dal coltello e dalla minore età del malcapitato studente). Nonostante la giovane età il diciannovenne è stato precoce: ha alle spalle dei precedenti per sostanze stupefacenti, risalenti a quando era ancora minorenne.

Nell’aggressione del parcheggio il ragazzino preso di mira ha avuto la prontezza di riflessi di reagire: è riuscito a divincolarsi e a sfuggire al malvivente, che non è riuscito nell’intento di ottenere denaro o gadget tecnologici.

All’identificazione del rapinatore si è arrivati grazie alla mole di dati che la questura nelle sue articolazioni (Squadra Mobile, Volante, Anticrimine) e la polizia municipale sta raccogliendo nell’ambito del progetto sulla prevenzione della devianza giovanile.

Un progetto fortemente voluto dal questore dottor Giuseppe Ferrari per fronteggiare l’incremento di baby criminali nell’anno del Covid: un fenomeno inedito (effetto indiretto delle chiusure di associazioni sportive, scuole e luoghi di ritrovo) che ha riguardato i giovanissimi. Dai video trap che inneggiano alla violenza al bullismo, dalle bande di rapinatori o accoltellatori sempre più in erba fino alle aggressioni tra ragazze, le problematiche delle nuove generazioni si sono acuite con il lockdown.

Un fenomeno nazionale, che qui a Reggio, capofila la questura, si è voluto affrontare in modo strutturato, sia mappando le aeree a rischio e le informazioni sui minori noti sia coinvolgendo Servizi sociali, Unità di Strada, scuola e genitori.

L’indagine principale sulla devianza giovanile, nata in seno a questo gruppo di lavoro, nella nostra città risale al gennaio scorso, quando la Mobile ha concluso l’operazione denominata “Bro” (ovvero “brothers” in slang giovanile): un branco che – il 20 e al 24 ottobre 2020, pochi giorni dopo la sparatoria in piazza Del Monte del 17 ottobre – prendeva di mira gli studenti più piccoli e soli, li fermava con una scusa, li accerchiava e li spogliava di poche decine di euro. Tre gli arresti per concorso in rapina aggravata eseguiti a carico di 16enni e 17enni, alunni delle scuole superiori, che aggredivano e rapinavano per un bottino misero i coetanei, minacciandoli con frasi come «non devi dire niente, sappiamo chi sei e dove abiti, altrimenti ti verremo a prendere». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google