Tombe e mosaici: ecco i “tesori” emersi dagli scavi a San Prospero
Il cantiere è diventato una finestra sul passato di Reggio Esperti al lavoro per catalogare e valutare i reperti ritrovati
REGGIO EMILIA. Scheletri, tombe, mosaici: la storia di Reggio sta affiorando dagli strati di terra che vengono man mano sollevati dalle ruspe che stanno effettuando i primi interventi propedeutici al rifacimento di piazza San Prospero. Solo un mese fa sono stati trovati due scheletri, uno vicino all’altro, con il volto rivolto verso oriente, sepolti sotto un metro e ottanta di terra che sedimentando ne ha compresso le ossa, rendendo difficile l’individuazione del sesso. Un ritrovamento tra i tanti che stanno avvenendo nel cantiere avviato nella piazza del centro storico che vedrà sostituire i sottoservizi di proprietà di Iren, per poi essere rattoppata in attesa che in una fase successiva venga rifatta anche la pavimentazione.
Finestre sul passato
Proprio nell’ambito dei lavori previsti nella “piazza dei leoni”, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara sta quindi eseguendo alcune indagini conoscitive concordate, che serviranno per acquisire nuovi dati sulla fisionomia di questo spazio centrale della città nelle epoche antiche. In pratica sono stati aperti alcuni sondaggi mirati, diventati delle piccole finestre sul passato, che stanno in parte confermando dati risalenti ad indagini della prima metà del Novecento, in parte restituendo nuove informazioni.
Gli scavi odierni, infatti, permettono da un lato di calibrare meglio i dati pregressi, che sono generici e senza la documentazione scientifica indispensabile a contestualizzarne le informazioni, dall’altro consentono di fare nuove ipotesi relative alla sistemazione di tale spazio.
Un Salto nel medioevo
«Al momento – fanno sapere del Comune – possiamo dire che sono state documentate fasi relative all’epoca alto medievale, quando, intorno al X secolo, sorgeva il castrum vescovile ad ovest della piazza e quest’ultima era in parte occupata da potenti accumuli composti dalle cosiddette “terre nere”, strati fortemente organici che sono stati campionati e che, a breve, daranno risultati relativi ai sedimenti e agli elementi vegetali che le compongono».
Sul lato orientale della piazza sono state intercettate anche numerose tombe, costruite con mattoni romani di reimpiego, riutilizzate più volte come ossari e legate ad un edificio sacro che, attualmente, non è chiaro se vada identificato con la basilica di San Prospero o con una struttura precedente. Tombe che nelle scorse settimane avevano portato al rinvenimento di alcune salme, scoperte dagli operai durante gli cavi che continuano ad avvenire con il cantiere “itinerante”, che si sposta cioè in base alle zone di interesse permettendo così una chiusura solo parziale della piazza.
I MOSAICI ROMANI
Un altro dato molto interessante riguarda la presenza di mosaici di epoca romana a quote profonde, che indicano come almeno parte della piazza fosse a quei tempi occupata da edifici di pregio anche in tempi antichi. «Le indagini, in via di conclusione – anticipano infine dal municipio – resteranno nei tempi previsti per i lavori legati ai sottoservizi e, una volta raccolti tutti i dati, restituiranno nuove informazioni importanti che, assieme a quanto emerso in occasione dei lavori nelle piazze Gioberti e Roversi, contribuiranno a delineare con maggior precisione il paesaggio urbano antico del centro storico». —
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