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Col piede di porco smura la vetrina e scappa in bici con borse di lusso

Martina Riccò
Col piede di porco smura la vetrina e scappa in bici con borse di lusso

Il colpo intorno alle 23. La proprietaria del locale: «La situazione è ormai intollerabile, siamo inorriditi»

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Martina Riccò

REGGIO EMILIA. Si aggirava sotto i portici di via Emilia San Pietro in bici e con un piede di porco, quando, poco dopo le 23, si è fermato davanti alla vetrina del negozio Ò Luxury, all’altezza del civico 35, e con colpi ben assestati ha smurato la vetrinetta espositiva, rubando tutte le borse e gli accessori.

Un furto che ha dell’incredibile poiché compiuto poco dopo l’inizio del coprifuoco, ignorando sia l’illuminazione sotto i portici sia la videosorveglianza che ora potrebbero servire a identificare il ladro. «Questa persona ha colpito nell’unico punto in cui non è presente un sistema antifurto – spiega la direttrice della boutique, Grazia Iori – ma ho paura che possa aver fatto una prova, e la prossima volta punti proprio all’interno. In quella vetrinetta cerchiamo di mettere merce meno costosa, che comunque è di altissimo livello: dei pezzi rubati non ce n’era uno sotto i cinquecento euro». Poi bisogna considerare i danni, «che sono ingenti – assicura Daniela Bondavalli, membro del consiglio di amministrazione di Spic srl, proprietaria di una parte dei locali dati in gestione alla boutique – il ladro è riuscito a smurare la vetrina blindata. Ora per prima cosa bisogna mettere tutto in sicurezza, in modo che i passanti non rischino nulla, poi si dovrà intervenire sul muro». Per Bondavalli questo è l’ultimo atto di uno spettacolo raccapricciante. Sulla vicenda è stata presentata denuncia in Questura, ma le vittime del furto sembrano non nutrire speranze sulla cattura del responsabile: «Chi lavora e abita in centro sa bene di cosa parlo – aggiunge Bondavalli, che sembra nutrire qualche sospetto su personaggi poco raccomandabili che si aggirano per il centro – il centro è in uno stato di totale abbandono, nonostante i proclami sulla riqualificazione. In via Emilia San Pietro non c’è un attimo di pace: una comunità di sbandati è stabile davanti al supermercato, risse e litigi a tutte le ore, bottiglie e vetri dappertutto, persone sdraiate per terra, altre che defecano nella via. Dispiace e fa arrabbiare perché residenti, professionisti e imprenditori che hanno deciso di investire fanno di tutto per mantenere il decoro e renderlo più vivo, ma non serve a niente. Ormai non c’è più ritegno: queste persone sanno di non rischiare niente. Si può perlustrare il centro in lungo e in largo per trovare qualcuno senza mascherina e poi permettere ai delinquenti di andare in giro con un piede di porco? Stavolta è servito per smurare una vetrina ma se qualcuno fosse passato di lì in quel momento? Siamo inorriditi, è inaccettabile». —

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