Gazzetta di Reggio

Reggio

Welfare 

Un patto reggiano contro le povertà

Un patto reggiano contro le povertà

Il Comune capofila di un’intesa con associazioni e sindacati Vecchi: «Luogo di lavoro in cui ognuno farà la propria parte»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. A Reggio Emilia la povertà non è un tabù. È per contrastare le crisi fatte emergere nell’ultimo anno dalla pandemia nasce un nuovo patto che affianca alle politiche socio-assistenziali (già potenziate) quelle di accompagnamento al lavoro dei più fragili. Si tratta di un percorso di welfare, con un orizzonte che arriva fino al 2024 e che vede protagonista tutta la città.

IL PATTO

All’intesa siglata ieri mattina al Tecnopolo, infatti, aderiscono 14 associazioni di categoria, quattro sindacati, otto enti di formazione professionale e il mondo del volontariato e del terzo settore: Forum Terzo Settore, Cgil, Cisl Emilia centrale, Cupla, Uil, Cna Reggio Emilia, Coldiretti Reggio Emilia, Confagricoltura Reggio Emilia, Cia–Agricoltori Italiani, Confapi Emilia, Confcommercio, Concooperative Reggio Emilia, Confesercenti Reggio Emilia, Lapam, Legacoop Emilia Ovest, Unindustria Reggio Emilia, Ciofs–Fp Emilia-Romagna, Csl La Cremeria, Demetra Formazione, Fondazione Enaip, Fondazione Simonini, Ial Emilia-Romagna, Ifoa, Irecoop Emilia-Romagna, Aidp Emilia-Romagna. Il Patto è aperto ad altre adesioni.

Un progetto che, allo stato, cammina sulle sole gambe del Comune di reggio e sui quattro milioni e mezzo messi a disposizione sul triennio 2021-2023 dall’amministrazione con fondi propri, regionali ed europei.

L’iniziativa

A spiegare il senso dell'iniziativa è il sindaco Luca Vecchi, da sette anni delegato al Welfare per l’Anci, che commenta: «Siamo abituati a guardare le performance produttive delle nostre imprese e il trend dell’occupazione, entrambi spesso migliori di altre parti del Paese. Ma anche il tema della povertà deve avere una sua lettura autonoma, lucida e realistica, senza nasconderci il problema». Ecco perché, prosegue il primo cittadino, «abbiamo creato questo strumento di governance, che sarà anche un luogo di lavoro in cui tutti gli attori sono chiamati a lavorare su un obiettivo comune. Un metodo, devo dire, che ci connota come città». Reggio, conclude Vecchi, «giocherà le sue sfide puntando sull’innovazione, ma mantenendo anche le sua fortissime sensibilità per i diritti delle persone e sociale».

I NUMERI

La fotografia del 2020, che ha visto diverse famiglie reggiane andare in affanno e scivolare verso la soglia dell'indigenza, è data poi da Daniele Marchi, assessore a Welfare e Bilancio, che ricorda come l’anno sono emersi 6.000 nuclei sconosciuti in precedenza ai servizi sociali tra i 7.491 a cui il Comune ha erogato buoni alimentari per aiutare a fare la spesa. I beneficiari di contributi per condizione di povertà sono 850 e 1.465 cittadini hanno ricevuto il reddito di cittadinanza.

Marchi ricorda che nel bilancio comunale 2021 sono state aumentate le dotazioni per sanità e welfare (16,3 milioni pari al 2,4% in più del 2020) e del fondo povertà (1,7 milioni incrementato del 76% rispetto all'anno precedente) e consolidati il fondo per la non autosufficienza (21,5 milioni) le politiche di welfare (nel complesso 60 milioni) e le politiche educative (con 28,5 milioni, il 10% in più dell'anno scorso).

Quindi, spiega l’assessore, «non partiamo da zero, ma alle politiche sociali – che rimarranno – aggiungiamo quelle di inserimento lavorativo e formazione che investono situazioni molto complesse e variegate a cominciare da quelle delle donne, tra le più colpite nell'emergenza sanitaria, ma anche dei “working poor” (il cui reddito basso non pareggia il costo della vita, ndr) e i giovani inoccupati».

I progetti

Uno dei progetti che nel patto si cercherà di sviluppare, tra gli altri, riguarda l'inserimento lavorativo di persone disabili nelle strutture del Parco dell’Innovazione alle ex Reggiane. Secondo Cristian Sesena, segretario generale della Cgil reggiana, «una delle risposte è il lavoro e lo spirito e la tempistica di questo patto d'architettura, che andrà poi riempito di contenuti, sono quelli giusti. Vorremmo che da qui si aprisse anche un percorso di confronto sulle specifiche crisi produttive di settore, mettendo al centro la comunità per uscire insieme da questa situazione complicata».

Azio Sezzi, direttore Cna e Dario Domenichini, presidente Confesercenti, avvisano che «la mancanza di lavoro, oltre a generare tensioni sociali, rischia di favorire le infiltrazioni della criminalità». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google