Gazzetta di Reggio

Reggio

il processo/1 

Hascisc, condanna soft alla cameriera 22enne Ha evitato il carcere

Tiziano Soresina
Hascisc, condanna soft alla cameriera 22enne Ha evitato il carcere

La difesa: «Si è pentita, il giudice le ha dato una chance» In aula lei ammette la tossicodipendenza e i guai economici

2 MINUTI DI LETTURA





Tiziano Soresina

reggio emilia. Come corriere della droga è stata – ieri mattina – alla fine condannata, perché la cameriera 22enne Yasmine Elbouaichi (cittadina italiana d’origine marocchina) stava trasportando nell’auto sei chili di hascisc in un viaggio, da Modena a Reggio, che l’11 maggio scorso si era interrotto a Masone all’alt della polizia.

Per l’imputata il pm Giacomo Forte ha chiesto 3 anni di reclusione, mentre il giudice Sarah Iusto ha optato per una condanna più soft – cioè 2 anni di carcere, ma con pena sospesa – anche alla luce delle parole dette dalla giovane in aula prima della sentenza, come spiega l’avvocato difensore Giuseppe Caldarola: «Il giudice ha voluto dare una chance alla mia assistita, affinché riprenda in mano la sua vita e si disintossichi dalla droga».

Il riferimento del legale è al racconto in udienza (tramite “dichiarazioni spontanee”) della 22enne che, con un profondo mea culpa, ha spiegato al giudice Iusto come sia stata travolta dai guai economici della famiglia (il padre ha abbandonato moglie e figli) a cui non riusciva a far fronte perché da gennaio non lavora più con continuità come cameriera ma solo su chiamata. A tutto ciò ha aggiunto i problemi personali di tossicodipendenza mai veramente risolti. Insomma una stato di fragilità che l’ha portato ad accettare la proposta che l’ha messa nei guai: «Dovevo fare la consegna a Reggio Emilia – ha spiegato la giovane cameriera – ma non sapevo che tipo di droga fosse e quanta ne trasportassi, nemmeno dove fosse nascosta nella macchina». Lo stupefacente riportava l’effige di Francesco Totti, l’ex capitano della Roma e campione del mondo con la Nazionale di calcio. Secondo gli inquirenti si tratta di una sorta di “brand” che indica la qualità a fornitori e trafficanti. Ovviamente Totti è assolutamente estraneo alla vicenda. Non le hanno trovato soldi e nemmeno appunti che possano far pensare ad un’attività di spaccio e relativa rete di clienti. Yasmine ha evitato il carcere, ma ora non potrà più sbagliare e sfruttare l’occasione per cambiare vita con fatti concreti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google