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Oltre 400 in fila in attesa di Pfizer Cittadini in rivolta «È una vergogna»

Leonardo Grilli

Dosi arrivate alle 12, l’Ausl: «Colpa di chi è arrivato prima Ieri mattina erano stati fissati solo 200 appuntamenti»

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Ieri mattina la fila per accedere al padiglione vaccinale delle Fiere di Reggio Emilia sembrava quella che si vedeva all’apertura degli Apple Store il giorno dell’uscita di un nuovo modello di iPhone. Circa quattrocento persone in attesa, alcune anche per un paio d’ore e più, sotto il sole e con code che si sono allungate anche lungo la strada. Tanto che sono stati molti i reggiani, arrivati regolarmente in orario, che si sono lamentati: «Avevo l’appuntamento fissato da settimane, è una vergogna».

Ma il disservizio è stato in realtà causato, secondo quanto spiega l’Ausl, da una miscela esplosiva di circostanze che hanno poi creato la tempesta perfetta: la fine delle dosi di Pfizer e l’attesa delle altre, unite alla presenza di moltissimi reggiani che, nonostante gli appelli ripetuti nei mesi scorsi, si sono presentati in via Filangieri con grande anticipo, generando così un “tappo” poi gradualmente smaltito solo dopo le 12.

A spiegare quanto accaduto è la dottoressa Sandra Coriani, direttrice delle Professioni sanitarie dell’Ausl e responsabile del personale: una delle figure al centro dell’organizzazione del lavoro alle Fiere. «Le consegne del vaccino da parte di Pfizer avvengono per ora tutte le settimane con una certa regolarità – spiega, partendo dal principio –. In modo particolare il mercoledì (ieri appunto, ndr)».

Sapendo questa puntualità negli arrivi, «precisi persino al minuto», il lavoro è stato quindi impostato «utilizzando tutte, ma proprio tutte le dosi Pfizer che abbiamo dal mercoledì, che è giorno di consegna, al martedì sera della settimana successiva. Questo perché vogliamo accelerare il più possibile con le fasce di utenti aventi diritto al vaccino e al contempo possiamo stare relativamente tranquilli, sapendo l’assoluta regolarità delle consegne».

Per questo motivo, spiega Coriani, sono già tre settimane che il mercoledì, differentemente dagli altri giorni, vengono diminuite di molto le vaccinazioni programmate al mattino per concentrare gli appuntamenti il pomeriggio, dopo l’avvenuta consegna di Pfizer, con l’estensione dell’orario anche fino alle 22.

Stessa cosa che è accaduta anche ieri: «Tra le 10 e le 12 avevamo programmato un numero di vaccini – prosegue la responsabile – limitati alle dosi residue di scorta. Tuttavia è accaduto che moltissime persone si sono presentate fuori orario. Pensi che c’è stato un uomo che è arrivato alle 7.30 del mattino, ma aveva l’appuntamento alle 19.30. Un caso emblematico di come, purtroppo, talvolta i cittadini dimentichino le raccomandazioni che facciamo e tentino di anticipare il momento della vaccinazione».

Ieri, prosegue Coriani, questa circostanza «è stata evidentissima. Avevamo in programma di vaccinare poco meno di 200 persone tra le 10 e le 12, se ne sono presentate il doppio. Creando così intralcio anche a chi si era presentato correttamente in orario, un gigantesco tappo». Anche se gli operatori «non erano pronti a questo imprevisto», precisa però la dottoressa, «abbiamo cercato di reagire il prima possibile. Il cambio turno è arrivato mezz’ora prima e dato che i vaccini nel frattempo erano arrivati alle 11.30 abbiamo tutti i moduli per tutti».

Le dosi, assicura Coriani, «le abbiamo somministrate tutte nelle ore seguenti. Bisogna però ricordare ai cittadini che è davvero fondamentale rispettare gli orari e non presentarsi molto tempo prima. Altrimenti non si ottiene di anticipare l’appuntamento ma esattamente l’opposto, intasare tutta l’organizzazione». —

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