Cardellini maltrattati Espositore condannato a tre mesi di reclusione
Il 58enne nei guai per il blitz della Forestale all’Ornitologica Otto anni fa i controlli alle Fiere: prescritte altre tre accuse
reggio emilia. Otto anni fa, durante la 74esima edizione dell’ Esposizione Ornitologica Internazionale – in programma alle Fiere – la Forestale si era soffermata in particolare sui volatili messi in vendita dal calabrese 58enne Salvatore Lanatà.
E in quel controllo di routine – avvenuto il 24 novembre 2013 – venivano rinvenute una serie di irregolarità poi sfociate in un’indagine coordinata dalla pm Valentina Salvi. Due anni fa l’inizio del processo di primo grado che ieri – davanti al giudice Teresa Antonella Garcea – è giunto all’atto conclusivo. Essendo trascorso parecchio tempo dalla vicenda, solo uno dei quattro capi d’imputazione è rimasto in piedi, mentre sugli altri tre è calata la scure della prescrizione. L’espositore – non presente in aula – è accusato di maltrattamenti di animali, in quanto “cagionava lesioni a due esemplari di cardellino – si legge nel capo d’imputazione – rinvenuti in stato di forte dimagrimento conseguente a patologia enterica in atto, con evidente diminuzione delle masse muscolari pettorali, mucose orali pallide e stato del sensorio particolarmente depresso”. E la Procura ha chiesto per Lanatà la condanna a sei mesi di reclusione. Alla requisitoria del pm ha replicato l’avvocato difensore Matteo Iotti chiedendo l’assoluzione del suo assistito, in quanto non vi è la prova di quanto contestato: «Non vi sono agli atti referti dei veterinari dell’Ausl che descrivano le condizioni dei due cardellini». Tesi difensiva non accolta dal giudice Garcea che ha condannato l’imputato a tre mesi di reclusione. Relativamente alle accuse finite in prescrizione, si riferiscono innanzitutto a quattro esemplari di capinera descritti dagli inquirenti in condizioni di grave sofferenza (da qui il reato di abbandono di animali). Poi due casi di violazione delle norme per la protezione della fauna selvatica, riguardanti due esemplari di picchio rosso maggiore e due esemplari di capinera: specie particolarmente protette di cui Lanatà non ha dimostrato alla Forestale la legittima provenienza. Accuse spazzate via dalla giustizia-lumaca. —
T.S.
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