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L'emergenza coronavirus

Vaccini, le scorte ci sono ma servono più dosi. Attesa per le consegne

Nicole Nasi
Vaccini, le scorte ci sono ma servono più dosi. Attesa per le consegne

Per il mese di giugno finora soltanto Pfizer ha annunciato nuovi quantitativi. Natalini dell’Ausl di Reggio Emilia: «Gli anziani sono coloro che rispondono di più alla campagna»

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REGGIO EMILIA. La campagna vaccinale non si ferma, ma servono più dosi. Bloccato l’arrivo previsto per questa settimana delle 1.300 dosi di Moderna, a causa di un incidente avvenuto a Modena che ha coinvolto il mezzo che le stava trasportando, al momento si può contare solamente su 16mila dosi, 10mila delle quali sono assegnate a coloro che devono effettuare la seconda iniezione.

Per il mese di maggio sono in programma una consegna da parte di AstaZeneca — già conteggiate nel bilancio delle forniture casalinghe —, un’altra di 14 scatole di Pfizer e a giorni dovrebbero essere consegnate anche quelle di Moderna e Jhonson&Jhonson.

LE CONSEGNE

Il calendario di giugno rimane vago e in attesa di conferme: solamente Pfizer ha annunciato una consegna a cadenza settimanale di non meno di 20 scatole, ognuna delle quali contiene 1.170 dosi. Ieri mattina i cittadini reggiani che si sono sottoposi alla prima vaccinazione ammontavano complessivamente a 189.571, mentre quelli con copertura completa erano 81.318.

«La macchina vaccinale funziona — dichiara Nicoletta Natalini, direttore sanitario Ausl — Giovedì abbiamo effettuato 5.227 vaccini, molti di più rispetto all’obiettivo fissato dal generale Figliuolo, mentre ieri erano in lista altre 4mila persone. Ci tengo a specificare che i numeri giornalieri variano a seconda delle dosi a disposizione, tenero conto delle scorte per completare il ciclo vaccinale. I numeri sono molto buoni per quanto concerne le fasce d’età più anziane, diminuiscono però via via che si scende».

LE FASCE

La popolazione over 80, infatti, è coperta per il 92%, la fascia 75-79 per l’87%, quella 70-74 per l’84%, mentre i 60enni hanno risposto alla chiamata rispettivamente il 75% (65-69) e il 63% (60-64). L’Ausl ha provato a dare una risposta a questo trend negativo: «Abbiamo constatato che le persone più anziane sono quelle che hanno più paura di morire — continua la dottoressa Natalini — ecco perché sono quelli che hanno aderito in maniera più massiccia alla campagna». Per il direttore sanitario Natalini, «i più giovani paiono non essere turbati dall’idea di morire né di essere ricoverati in ospedale. A nostro sfavore sono le imminenti vacanze estive che fanno già assaggiare l’aria di normalità. Grazie alla “Green Card” che viene rilasciata già dopo 14 giorni dalla prima dose per viaggiare sicuri speriamo di poter invertire la rotta. Non dobbiamo fermarci proprio ora». E ancora: «Andiamo in vacanza ma in sicurezza, evitando il ripetersi dell’ennesima ondata a settembre».

MEDICI DI BASE

È doveroso, però, fare un discorso a parte per i 50enni e 40enni, i quali devono effettuare una pre-iscrizione prima di ricevere un appuntamento. Innanzitutto bisogna evidenziare che la fascia 55-59 inizierà ad essere vaccinata a partire dal 3 giugno e che già il 30% ha ricevuto un appuntamento, mentre sono diverse le modalità per i restanti 50enni. Stando ai dati odierni, 17mila persone hanno effettuato l’iscrizione tramite i portali regionali e locali messi a disposizione per ricevere un appuntamento presso l’ambulatorio del medico di famiglia o altra sede.

«I medici di medicina generale si sono divisi in tre gruppi — spiega Natalini — L’84% (272 medici) ha deciso di effettuare le iniezioni presso uno dei nostri punti, 22 nei propri ambulatori e 27 hanno convenuto di organizzarsi autonomamente in forme aggregate e di effettuare le iniezioni in un ambulatorio esterno. Tutti coloro che si sono iscritti sulle piattaforme li abbiamo suddivisi per ogni singolo medico, quindi ogni medico di base prenderà visione dei propri pazienti che hanno espresso l’intenzione a vaccinarsi. Coloro che saranno autonomi chiameranno i cittadini per dare direttamente un appuntamento, mentre i restanti, a partire da giovedì, stanno ricevendo l’sms come tutti quelli delle classi precedenti con scritto: data, orario e sede vaccinale in base alla vicinanza di residenza. Indicativamente, data la bassa numerosità, daremo i primi appuntamenti a partire dal 7 giugno, insieme anche agli educatori dei campi estivi».

OVER 40

In crescita progressiva sono le adesioni da parte della fascia 40-49 anni: 20.777 pre-iscrizioni finora, e nonostante non siano ancora state predisposte le misure di vaccinazione da parte del ministero, non appena saranno chiuse le agende dei 50enni, inizieranno ad essere contattati per sottoporsi a vaccinazione dalla metà di giugno. «Per testare l’efficacia dei vaccini sono in corso da tempo da parte dei nostri clinici numerosi test — ha concluso — I dati e i risultati sono estremamente incoraggianti e ci fanno ben sperare. Possiamo già dire che la probabilità di morte per chi si è sottoposto a vaccinazione si è ridotta tantissimo, dal 10% allo zero. Se un vaccinato ritorna a essere positivo al Covid nel 90% e 100% dei casi guarisce e non muore. Abbiamo anche fatto il confronto tra la popolazione che ha ricevuto AstraZeneca rispetto a quelli a MRna, sotto i 79 anni, e abbiamo riscontrato che le percentuali sono molto simili sul decesso in caso di contrazione del virus, la copertura è infatti del 100%. Questo è un messaggio rassicurante a non rifiutare nessun tipo di vaccino e ad aderire alla campagna». —

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