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A Reggio crolla l’occupazione e sale la mortalità Effetto del Covid

Luciano Salsi
A Reggio crolla l’occupazione e sale la mortalità Effetto del Covid

Lo segnala l’Ires al termine dello studio richiesto dalla Cgil  Per reddito siamo quarti dopo Bologna, Parma e Modena

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA. Già più di un anno fa non era difficile prevedere che il rigido confinamento e le altre pesanti restrizioni avrebbero aggiunto alle conseguenze sanitarie della pandemia danni economici ancora più gravi, che si sono poi raddoppiati con il riacutizzarsi del contagio dopo la pausa estiva, lasciando intravvedere una ripresa ancora più lenta e incerta di quanto si potesse immaginare.

Ce ne rende conto l’Istituto di ricerche economiche e sociali dell’Emilia-Romagna, nell’ottavo rapporto dell’Osservatorio dell’economia e del lavoro, che è stato presentato ieri dal segretario regionale della Cgil, Luigi Giove, e dal presidente di Ires (Istituto ricerche economiche sociali), Giuliano Guietti.

La nostra provincia mostra un andamento un po’ meno negativo rispetto al quadro generale, ma sostanzialmente non se ne discosta. Rispetto alla mortalità, sensibilmente accresciuta a causa del Covid, si colloca due punti percentuali al di sotto della media regionale. Nel 2020 abbiamo contato complessivamente 5.359 decessi, 912 in più rispetto alla media annuale di 4.447 calcolata dal 2015 al 2019. L’incremento è stato pari al 20,5%.

Il primato appartiene a Piacenza (più 48%), seguita da Parma (più 39,3%) e Rimini (più 30,6%). All’estremo opposto troviamo Ferrara (più 10,1%).

Nella prima ondata, da marzo a maggio, in provincia di Reggio abbiamo registrato un aumento della mortalità del 47,1%. Nei mesi estivi, quando sembrava che il flagello fosse cessato, siamo scesi a un più 0,9%, ma la seconda ondata, da ottobre a dicembre, ci ha portati a più 17,7%. È stato chiaro fin dall’inizio che le principali vittime erano i grandi anziani, di età superiore a 75 anni. Nel territorio reggiano, grazie all’immigrazione, questa fascia d’età, pur essendo molto numerosa, rappresenta la percentuale più bassa (11,3%) in ambito regionale rispetto al totale dei residenti. Il record appartiene a Ferrara (14,9%).

Di conseguenza abbiamo la quota più alta (20,2%) di popolazione giovanile d’età compresa fra 15 e 34 anni, che nel comune capoluogo arriva al 21,3%. A questo assetto demografico contribuiscono soprattutto gli stranieri, fra i quali i giovani sono il 29,3%, mentre fra gli italiani si raggiunge appena il 19%.

La pandemia ha infierito in misura particolarmente pesante su quasi tutti i settori produttivi. Se si considera il valore aggiunto nel 2020 la caduta è stata vertiginosa. Ne ha risentito immediatamente l’occupazione. Nel 2019 sembrava annunciarsi un timido miglioramento. Nella nostra provincia le unità lavorative annue, che comprendono in percentuale i lavori a tempo parziale, erano aumentate dell’1% e gli occupati erano il 2,5% in più rispetto al 2018. Il 2020 ha fatto segnare un crollo, rispettivamente, del 10,2 e del 3,4%.

Per il 2021 si prevede la ripresa più consistente dell’Emilia-Romagna, insieme a Modena, ma limitata al 6,5% per quanto riguarda le Ula e allo 0,2% per l’occupazione. La risalita dovrebbe essere un po’ fiacca anche l’anno prossimo (più 4,6 e più 1%), per quanto ancora superiore alla media regionale.

In quanto al reddito, la provincia di Reggio è al quarto posto dopo Bologna, Parma e Modena, con una media di 22.351 euro desunta dalle dichiarazioni Irpef presentate nel 2019 per i redditi percepiti nel 2018.

Nel comune capoluogo, come nel resto della regione, la cifra è più alta e arriva a 23.139 euro. —

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