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Aragones per la Catalogna Il nuovo presidente giovane e indipendentista

Aragones per la Catalogna Il nuovo presidente giovane e indipendentista

Accordo fra i movimenti che vogliono la separazione da madrid 

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barcellona. L’indipendentista Pere Aragones è il nuovo Presidente della Catalogna. Esponente del partito “Esquerra republicana”, è stato eletto con 74 voti favorevoli e 61 contrari, con l’appoggio decisivo di altri due movimenti separatisti, “Junts per Catalunya” e “Cup”. Con il primo governerà in coalizione, del secondo avrà l’appoggio esterno. Hanno votato contro in blocco Psoe, Pp, Ciudadanos e gli altri partiti, che alla proclamazione hanno ostentato indifferenza, mentre i secessionisti festeggiavano con un’ovazione.

Pere Aragones, avvocato 38enne addentro alla politica catalana da due decenni, ha promesso di essere il presidente di tutti, ma anche di continuare a portare avanti la causa indipendentista.

Con il suo incarico, hanno fine otto mesi di governo ad interim seguiti alla destituzione di Quim Torra (Junts per Catalunya), condannato per aver disobbedito all’ordine di rimuovere una bandiera a sostegno dei leader indipendentisti incarcerati nel 2017 con l’accusa di sedizione. Gli era succeduto proprio Aragones, che entrerà in carica lunedì e mercoledì presenterà il suo governo. La regione più ricca della Spagna nel 2017 tentò di dichiararsi indipendente dalla Spagna. A guidare la Generalitat era allora l’indipendentista di centrodestra Carles Puigdemont, che convocò in modo unilaterale un referendum.

Ne seguirono scontri, violenze, forze di polizia nei seggi; nei mesi seguenti il governo di Madrid allora guidato da Mariano Rajoy (Pp) attivò l’articolo della Costituzione che consentiva di “commissariare” Barcellona. Puigdemont fu accusato di sedizione e fuggì a Bruxelles, dove si trova tuttora grazie all’immunità di europarlamentare. Non fu un caso isolato, altri leader, come lui, lasciarono la Spagna.

La vittoria di Puigdemont alle successive elezioni non fu che simbolica, poi gli schieramenti si accordarono sul governo Torra, con Aragones come vice.

Per eleggere Aragones, i tre partiti hanno dovuto mettere da parte le divergenze politiche e cercare il collante nella secessione. Dopo le elezioni regionali di febbraio hanno ottenuto insieme oltre la metà dei voti, ma lo scontro successivo ha ritardato la formazione del nuovo governo. Tra le divergenze, il modo migliore per promuovere la secessione, controversia non nuova tra i separatisti.

Gli obiettivi del governo guidato da Aragones includeranno l’autodeterminazione per la regione, un referendum sull’indipendenza e l’amnistia per i leader separatisti processati. Nei sondaggi, il 50% dei catalani è favorevole alla secessione, l’altra metà vuole restare in Spagna.

Alla nomina di Aragones al Parlament di Barcellona era presente anche Oriol Junqueras, presidente di Erc, che ha ottenuto un permesso di uscita dal carcere per assistere allo storico momento in cui un membro del partito ha per la prima volta ottenuto la presidenza in 90 anni.

In vista del voto, Aragones non era certo considerato il volto più popolare presso la base del partito. A questo economista dai modi pacati veniva rimproverata una mancanza di carisma e venivano preferite figure più risolute come Roger Torrent e Joan Tardà. Junqueras mise però a tacere le resistenze interne e impose come suo successore Aragones, suo fedelissimo collaboratore da lungo tempo. —

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