Murales del Partigiano Reggiano, autostrade prova a mediare: «Copritelo con degli alberi»
Fissato un incontro per giovedì per trovare una soluzione. De Lucia cita un dirigente «che ha avuto un’uscita infelice che non rappresenta la società»
REGGIO EMILIA. Nessuna scusa, ma la promessa di trovare una soluzione condivisa. Dopo il polverone nazionale che ha sollevato il caso del murale da rimuovere perché «pericoloso» per gli automobilisti dell’autostrada, ieri Autostrade per l’Italia ha avviato un tentativo di mediazione con le parti in causa proponendo almeno due soluzioni diverse rispetto alla rimozione dell’opera: coprire le facce dei partigiani reggiani con degli alberi o spostarle in modo che non si vedano dall’A1.
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LA REPLICA DI AUTOSTRADRE
«Evidenziamo la più ampia disponibilità – spiega Donato Maselli, responsabile della direzione di tronco di Bologna – e volontà di collaborazione per assicurare il ricordo delle vittime partigiane nel rispetto dei parametri di legge necessari per garantire la sicurezza degli utenti in transito in quel tratto autostradale. La direzione ha già organizzato un primo incontro con i referenti delle istituzioni locali e prenderà contatto con le associazioni coinvolte per valutare insieme e con l’avallo degli uffici tecnici del ministero delle Infrastrutture tutte le ipotesi possibili, tra cui la piantumazione di alberi ad alto fusto che preserverebbero l’opera mitigando al tempo stesso il significativo impatto visivo degli automobilisti».
In alternativa, secondo la società, «potrebbero essere individuate pareti alternative, presenti ad esempio in aree attigue al casolare, dove poter riprodurre lo stesso murale con il totale supporto economico della Direzione di tronco. Assicuriamo tutto il nostro impegno per mettere in atto, in modo condiviso con le istituzioni e le associazioni del territorio, la migliore soluzione».
IL TECNICO CONTRARIO
Giovedì prossimo, quindi, si svolgerà il confronto fra Autostrade, un rappresentante del Comune e probabilmente anche l’Anpi provinciale, che è stata invitata.
Nel frattempo ieri è iniziata a circolare la notizia che il caso sarebbe nato da un dirigente locale della società, che avrebbe intrapreso una serie di iniziative sembra non del tutto condivise dalla sede centrale di Autostrade. Un tema sul quale è tornato anche il consigliere comunale Dario De Lucia (Gruppo misto), uno dei maggiori sponsor di quel murale: «Mi sembra un’uscita infelice quella del dirigente di Autostrade che da quel che ho capito non rappresenta la sede centrale dell’azienda. Da una rapida ricerca online è possibile vedere come esistano diversi progetti di street art che coinvolgono strade di diverso livello tra cui le autostrade, in più il murale per i martiri di Villa Sesso si trova a centinaia di metri e su un dislivello rispetto all’autostrada A1. Da qui la domanda: il problema è la street art o il contenuto della nostra street art? A Reggio siamo abituati a metterci a un tavolo per affrontare le situazioni, non ci piacciono i diktat e i toni aggressivi. Sono convito che la storia si risolverà e che arriveranno le adeguate scuse».
Una versione respinta però del tutto dalla stessa società Autostrade. Che ieri ha chiarito come «la valutazione sul murale sia stata fatta da un tecnico che ha l’obbligo di svolgere questo compito, valutando unicamente gli aspetti legati alla sicurezza, al Codice della strada e alla tutela dei viaggiatori. Capita la natura dell’opera, la società si è resa subito disponibile a un confronto per una soluzione condivisa».
«VIA LA CONCESSIONE»
Dure, intanto, le parole di Maria Edera Spadoni, vice presidente della Camera, e Gianni Bertucci, capogruppo M5s in consiglio comunale: «Cancelliamo le concessioni ai Benetton, non il murale di Case Manfredi. La richiesta arrivata da Autostrade è inaccettabile. La società, sotto processo per non aver fatto manutenzione al Ponte Morandi, ora si accorge di un murale». —
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