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L’addio commosso a Enrica «Eri una persona stupenda»

Stefania Piscitello
L’addio commosso a Enrica «Eri una persona stupenda»

La 49enne, che lavorava a Bosco, è morta in autostrada nello schianto in auto contro un capriolo

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sCANDIANO. Il duomo di Sassuolo era gremito, tanto che molte persone sono rimaste fuori. La commozione nell’aria era palpabile, ieri al funerale di Enrica Franchini, la 49enne che lavorava a Bosco di Scandiano, alla IR Italiana Riprografia fondata dal padre Alfonso, scomparsa nel tragico incidente lungo l’autostrada A14 dopo lo scontro con un capriolo. C’era la famiglia, tutti i parenti, gli amici di sempre che Enrica l’hanno conosciuta tra i banchi di scuola e che con lei sono cresciuti tra le vie della città, e c’era anche l’assessore Massimo Malagoli con la fascia tricolore.

Già prima delle 15, in attesa che il feretro arrivasse davanti a San Giorgio, in piazza Martiri si erano radunati molti, pronti a portare l’ultimo saluto a colei che è stata ricordata da tutti soprattutto per la sua intraprendenza e la sua generosità. A nome di Laura, la sorella scampata al tragico evento, di Matteo, il marito, e della famiglia intera, è stata letto un testo in ricordo della donna: «È stata generosa fino all’ultimo. Grazie ad Enrica e alla donazione dei suoi organi sono state salvate quattro persone, tra le quali un bambino. Enrica in ogni sua azione era guidata da un estremo senso del dovere, ha amato i suoi parenti e gli amici, ha protetto Matteo e la loro relazione, tutto con decisione e fermezza».

Uno dopo l’altro si sono alternati sull’altare gli amici, quelli di sempre: quasi tutti loro hanno parlato della donna al presente sottolineando come per loro Enrica non se ne sia andata veramente.

Tanti i segni che ha lasciato, tanti i ricordi nel cuore delle persone che l’hanno conosciuta. «Per me – ha confessato commossa un’amica – Enrica è condivisione, è reciprocità. Abbiamo condiviso tutto, vissuto in un mondo tutto nostro. Fin da quando ci siamo viste la prima volta in seconda elementare, ci siamo guardate e ci siamo date la mano. E poi quella mano non ce la siamo più lasciata».

Fuori dal duomo, in piazza Martiri, il silenzio, mentre riecheggiavano le parole degli amici che, a turno, ricordavano Enrica. «Ci hai fatto un bello scherzo», ha detto una di loro, a sottolineare il destino beffardo che si è portato via la 49enne. «Questa chiesa piena di persone con cui abbiamo condiviso la nostra adolescenza dimostra quanto tu fossi speciale», ha aggiunto un altro che la 49enne l’ha conosciuta da ragazzina. «Era una ragazza sempre sorridente – ha detto – a cui piacevano le cose semplici. Abbiamo parlato e siamo giunti a una conclusione: con te se ne va una parte della nostra giovinezza». —

Stefania Piscitello

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