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L’omicidio di san martino in rio 

Sabrina si è svegliata dal coma, verrà sentita

Elisa Pederzoli
Sabrina si è svegliata dal coma, verrà sentita

È fuori pericolo dopo l’avvelenamento da benzodiazepine. Il figlio è in cella per l’omicidio del padre e quanto è accaduto a lei

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Elisa Pederzoli

SAN MARTINO IN RIO. Si è svegliata dal coma, Sabrina Guidetti. Per i medici del Santa Maria Nuova che dal 24 aprile scorso l’hanno accolta nel reparto di Terapia intensiva e si sono occupati di lei, è fuori pericolo. La prognosi è stata sciolta e la donna è stata trasferita in un altro reparto. Le sue condizioni sono in lento miglioramento. Ce la farà.

Una buona notizia, dopo il buio di questo lungo mese. Dopo che quel tranquillo sabato di aprile si è trasformato in un incubo senza ritorno: il marito Paolo Eletti, 58 anni, è stato ucciso a colpi di martello alla testa. E lei ha rischiato di non farcela per colpa di quei farmaci che, secondo gli investigatori, proprio il figlio Marco, 33 anni, le ha fatto bere e che le hanno provocato una pesante intossicazione da benzodiazepine.

Sabrina è sveglia e orientata. I carabinieri del Nucleo investigativo che da un mese indagano sul delitto contano di sentirla tra qualche giorno. Confidano che la donna ricordi cosa è accaduto. Che possa spiegare.

La sua testimonianza, del resto, è molto importante. Suo figlio Marco è accusato di averla addormentata con i farmaci che aveva lui stesso comprato online. Forse, di avere fatto lo stesso con il padre, dopo il pranzo consumato insieme: lo chiarirà l’esito dell’autopsia. Di certo c’è che Paolo è morto con almeno cinque violenti colpi alla testa, inferti con un martello. Probabilmente dati dall’alto verso il basso, quando lui era già steso. Lei aveva tagli alle braccia. Secondo gli investigatori, perché chi ha agito voleva inscenare un omicidio-suicidio.

Era stato proprio il figlio Marco a lanciare l’allarme. Ma nel corso di quella stessa lunga notte, in un interrogatorio fiume nella caserma di San Martino in Rio, secondo gli investigatori nel suo racconto c’erano troppe contraddizioni. Troppi punti che non tornano. Hanno spinto il pm titolare dell’inchiesta, Piera Giannusa, a disporre il fermo. Una provvedimento non convalidato dal gip, ma che ha comunque disposto per il giovane la misura restrittiva in carcere. Dove ormai da un mese resta Marco. Difeso dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, il 33enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. E la difesa, per ora, non ha fatto ricorso contro il provvedimento restrittivo. Vedremo se Sabrina ricorda cosa è successo. Se le hanno già detto che Paolo non c’è più. E che l’adorato figlio Marco ora è in cella. —

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