Un Istituto in continua crescita dalla sua creazione fino al Core
Pensato nel 2006 e nato ufficialmente nel 2011 l’Irccs è oggi un’eccellenza sia nell’ambito dell’assistenza che in quello della ricerca
rEGGIO EMILIA. L’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia nasce con il riconoscimento del ministero della Salute pubblicazione in Gazzetta ufficiale il 24 maggio 2011.
«Il percorso coinvolse dal 2006, e per 5 anni, i professionisti, le istituzioni provinciali e la Regione – piega Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero provinciale – e divenne rapidamente un progetto per la sua capacità di catalizzare le migliori competenze professionali e politiche. A distanza di dieci anni possiamo dire che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto con le pubblicazioni di rilevanza scientifica in costante aumento, così come i progetti di ricerca approvati a livello nazionale ed europeo e i relativi finanziamenti, che però non bastano mai».
Attualmente, a livello assistenziale, l’Irccs conta 180 posti letto per patologia oncologica tra ordinari e day surgery, che fanno parte dei circa 1.500 posti letto complessivi del presidio ospedaliero provinciale dell’azienda. L’attività di assistenza è garantita all’interno del dipartimento oncologico e tecnologie avanzate che raggruppa tutte le strutture cliniche a prevalente indirizzo oncologico e dalla rete oncologica provinciale.
A fianco dei servizi e reparti che si occupano di diagnosi, prevenzione e trattamenti attivi, operano servizi e unità impegnati sulle cure palliative, bioetica, psico-oncologia e riabilitazione psico-sociale, fisica e occupazionale in cui assistenza e ricerca sono fortemente integrate.
Nel 2016 inoltre è stato inaugurato il Core, (Centro oncologico ed ematologico di Reggio Emilia), struttura suddivisa su sei piani e con oltre 120 posti letto. L’Istituto sviluppa attività di ricerca di tipo clinico, traslazionale e sanitario che ha portato nel 2020 alla pubblicazione di oltre 270 articoli di interesse oncologico, a cui si aggiungono le oltre 370 pubblicazioni di ambito diverso, comprese le oltre 100 pubblicazioni sul Covid.
La ricerca clinica nel paziente oncologico ed ematologico, di cui è responsabile il dottor Stefano Luminari, comprende progetti di tipo osservazionale o sperimentale, condotti sul paziente con neoplasia solida o ematologica. L’obiettivo è lo studio dei pazienti in tutte le loro dimensioni, ponendo l’attenzione alla fase della diagnosi, della terapia e del follow-up.
I progetti integrano professionalità e discipline diverse per mettere a punto e valutare interventi di medicina personalizzata.
La ricerca “traslazionale-molecolare” in oncologia, di cui è responsabile la dottoressa Alessia Ciarrocchi, si pone invece l’obbiettivo di migliorare la comprensione dei meccanismi molecolari alla base della patologia oncologica per sviluppare nuovi strumenti per diagnosi, prognosi e cura.
Le analisi sono caratterizzate dalla stretta integrazione fra competenze molecolari e cliniche per favorire un trasferimento delle scoperte nella pratica clinica.
Il dottor Roberto Grilli è poi il responsabile dell’area “Sviluppo e valutazione dei servizi sanitari nei pazienti oncologici”, con lo scopo di valutare la qualità dell’assistenza in ambito oncologico, compreso l’utilizzo di interventi diagnostici e terapeutici e l’equità dell’accesso, l’impatto clinico, organizzativo ed economico per migliorare la qualità dei servizi e il trasferimento della ricerca sulle politiche sanitarie.
Inoltre deve valutare l’impatto delle tecnologie innovative e l’implementazione di un “Sistema della ricerca” per promuovere progetti epidemiologici, di prevenzione e clinici-sanitari. —
R. F.
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