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il report unisalute 

I reggiani finiti in isolamento si affidano alla tecnologia

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REGGIO EMILIA. La pandemia dell’ultimo anno ha sicuramente reso più intenso il rapporto dei reggiani con la tecnologia: non solo per quanto riguarda smart-working e telelavoro, ma anche per la gestione della salute. Basti pensare alle necessità mediche delle persone costrette all’isolamento domiciliare, impossibilitate quindi a recarsi in cliniche o anche solo in farmacia per proseguire controlli e cure. Nel 15% dei casi, i reggiani costretti in casa hanno potuto risolvere questo problema usufruendo di servizi di telemedicina, videoconsulto o consegna domiciliare dei farmaci. Servizi apprezzati dai reggiani che ne hanno fatto uso: il 57% ha dichiarato che questi strumenti hanno semplificato la gestione dell’isolamento e il 15% li ha considerati addirittura indispensabili. Lo rileva l’Osservatorio Sanità di UniSalute realizzato con Nextplora per indagare le abitudini degli italiani – e dei reggiani in particolare – sull’uso delle nuove tecnologie applicate al benessere. Telemedicina e videoconsulti, grazie alla loro capacità di fornire garanzie sulla reperibilità di medici e strutture sanitarie, hanno rappresentato un supporto psicologico per il 36% degli abitanti di Reggio che hanno vissuto un periodo di isolamento domiciliare, mentre il 40% delle persone che hanno usato questi strumenti ha apprezzato la possibilità di tenere sotto controllo con costanza il proprio stato di salute. In generale, la fiducia dei reggiani nei confronti della tecnologia è molto cresciuta negli ultimi anni: un dato legato all’uso quotidiano di strumenti fino a pochi anni fa poco diffusi, specialmente in alcune classi d’età.

Un trend in ascesa che si registra anche nell’ambito della salute; non è un caso che oltre un reggiano su quattro (28%) reputi le app e i cosiddetti “wearable” (come ad esempio gli smartwatch) validi alleati per il monitoraggio del proprio stato di salute. Lo sport, e in generale la cultura del wellness, rappresentano l’ambito in cui salute e tecnologia vengono vissuti da reggiani come un binomio inscindibile: il 58% dei wearable e delle app utilizzati sono infatti dedicati al monitoraggio dell’attività fisica a cui si aggiunge un 25% formato dagli strumenti di controllo della frequenza cardiaca

Oltre ad app e wearable, è il web a giocare un ruolo importante: internet, ormai fonte primaria di qualsiasi tipo informazione, è utilizzato da oltre un reggiano su due (59%) per eseguire autodiagnosi, soprattutto quando riguardano sintomi lievi o piccoli infortuni.

È giusto quindi che il sistema sanitario italiano, nelle sue declinazioni pubbliche e private, punti sulla tecnologia? Per i reggiani la risposta è “sì”. In particolare, più di un reggiano su tre (37%) ritiene che nella tecnologia risieda la chiave per il progresso della ricerca mentre il 16% vede nella telemedicina la frontiera tecnologica su cui investire. Un reggiano su cinque (22%) pensa che il progresso tecnologico favorirà soprattutto lo sviluppo di nuove apparecchiature per eseguire esami clinici più accurati, il 12% invece, crede che la tecnologia potrebbe giocare un ruolo chiave per la diffusione di stili di vita più sani. —

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