Nuovo corso per Act Archiviato il debito da 9 milioni di euro ora chiude in utile
Caminati: «Oggi è un’azienda sana e patrimonializzata In questi 7 anni i Comuni non hanno dovuto ripianare»
Elisa Pederzoli
REGGIO EMILIA. Assemblea dei soci, giovedì 20 maggio, per Act, l’Azienda Consorziale Trasporti partecipata al 38% dal Comune di Reggio Emilia, al 29% dalla Provincia e per il resto dagli altri comuni reggiani. La buona notizia è un bilancio consuntivo 2020 che chiude con un utile di oltre 97mila euro.
Era il 1° gennaio del 2012 quando nacque Act Holding, che a differenza del passato non eroga più servizi di trasporto ma gestisce il patrimonio dei soci all’interno delle società di trasporto pubblico: ha il 15,42% di Seta, il 3,6% di Tper, lo 0,33% di Autobrennero (che fino all’anno scorso ha garantito un dividendo di oltre 100mila euro) e il 100% di Til. Un anno dopo, bisognava fare i conto con un debito di oltre 9 milioni di euro con le banche per la ricapitalizzazione operata ai tempi dell’ex presidente Malagoli pari a 12 milioni. «A quel punto, con l’azienda che da statuto non poteva più erogare servizi, non c’erano entrate – sottolinea il presidente Daniele Caminati – se non i pochi dividenti dalle società di partecipazione. E c’era una dotazione di personale di una quindicina di persone che non aveva più diritto di esistere e un costo di personale molto elevato. Nel giro di un anno e mezzo tutto il personale è stato trasferito in accordo con i sindacati e ci fu un grosso taglio alla spesa». Il resto dei tagli colpì carte di credito, auto, incarichi esterni. «E già il primo bilancio della nuova gestione Act era in pari – evidenzia il presidente – Siamo riusciti ad andare in pari con i pagamenti delle rate dei mutui e siamo riusciti ad aumentare la quota di patrimonio degli enti reggiani di 1,3 milioni di euro, passando da un patrimonio di 9,4 milioni a 10,3 milioni di euro. Dal 2014, il bilancio è in pareggio. Nel 2017, abbiamo avuto un utile minimi. Nel 2019, si è completamente esaurita la situazione debitoria nei confronti delle banche e ciò ha generato bilanci positivi. Non è stato necessario vendere quote azionarie per compensare il debito, ma siamo nelle condizioni di rafforzare il patrimonio».
C’è un altro aspetto che Caminati ci tiene a sottolineare: «Il lavoro svolto dal consiglio di amministrazione, dal presidente che sono io e dai due consiglieri Federico Parmeggiani e Cristina Boniburini, è a compenso zero. Inoltre, può contare sul lavoro del direttore Michele Vernaci che pur essendo in pensione continua a lavorare gratis. C’è una sorta di gestione assimilabile al volontariato, che ci ha permesso di raggiungere questi risultati».
Ora, Act guarda alla fase due.
«La fase uno era mettere in sicurezza i conti – ammette - estinguere i debiti, garantire il patrimonio. Ora lavoriamo a una più fattiva presenza nelle aziende di trasporto pubblico, per strutturare tutte le azioni da mettere in campo».
Una prospettiva solida e ancora plausibile nonostante i chiari di luna del periodo pandemico in corso. «Non ci aspettiamo nel 2021 nessun contributo dalle partecipazioni, ma prevediamo che il prossimo bilancio consuntivo si chiuda comunque con un segno positivo – conferma Caminati – Tutto questo dimostra un certo virtuosismo, di come si possono gestire le cose». —
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