Reggio ora abbraccia il suo murale sulle note partigiane di “Bella Ciao”
L’evento a favore dell’opera organizzato in vista dell’incontro di giovedì fra Comune e Autostrade
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Una catena umana per Casa Manfredi. È partito ieri pomeriggio un appello alla mobilitazione per difendere la memoria contenuta a Casa Manfredi e messa in discussione da Autostrade. Il ritrovo è fissato alle 18.30 di mercoledì 26 maggio attorno al vecchio casolare per un evento statico animato dalle esibizioni di Cisco e del coro L’Amata Rossa di Casa Bettola.
Il tracciato dell’A1 passa proprio al luogo di memoria a Villa Sesso che dal settembre 2020 ospita sulla propria facciata un murale dedicato alle famiglie Manfredi e Miselli: nel dicembre 1944 diversi componenti, antifascisti, vennero fucilati durante una violentissima rappresaglia organizzata dai fascisti locali. Il progetto curato da Comune, Anpi e Istoreco assieme agli abitanti ha portato alla creazione dell’opera d’arte, titolata “Partigiano Reggiano” dall’omonima canzone di Zucchero, e alla sistemazione di pannelli informativa. Alcune settimane fa Autostrade ha mandato una lettera ufficiale in cui intimava la rimozione del disegno, paventando anche multe da decine di migliaia di euro, sostenendo che non erano state richieste le necessarie autorizzazioni e che l’opera, nell’attuale conformazione, potrebbe rappresentare una distrazione pericolosa per gli automobilisti che transitano in quel tratto di A1.
La missiva non è stata accolta bene, la reazione collettiva di migliaia di persone oltre che dei vari enti è stata piuttosto compatta nel difendere Casa Manfredi ed ha portato anche all’intervento dello stesso Zucchero. Il timore diffuso è che la scelta fosse guidata dal contenuto del lavoro, decisamente legato a valori reggiani.
Al momento la rimozione appare improbabile, giovedì ci sarà un primo incontro tecnico con Autostrade, che tramite diversi dirigenti ha affermato che non vi era nessuna motivazione “politica”, ma un puro controllo tecnico.
La risposta reggiana per ora non si fermerà, nel pomeriggio di domenica Istoreco ha lanciato un invito a ritrovarsi a Casa Manfredi, alle 18.30 di mercoledì 26 maggio, «per abbracciare il luogo di memoria e il suo murales, per formare una catena umana e difendere la memoria partigiana». L’idea è quella di un evento statico, come da prescrizioni sanitarie del periodo, con cui abbracciare l’edificio. Oltre ad alcuni brevi interventi, sono in programma due canzoni partigiane, “Bella Ciao” cantata da Cisco Bellotti, ex voce dei Modena City Ramblers, e “Fischia il vento” con il Coro L’Amata Rossa di Casa Bettola.
Mentre si pensa al ritrovo in presenza, arrivano anche proposte per allargare le riflessioni reggiane sulla street art. Il consigliere comunale Dario Luca suggerisce di replicare il progetto di Casa Manfredi ad altri luoghi cittadini, anche in chiave turistica. «Ora dobbiamo rilanciare, ci sono altri progetti che riguardano la street art della nostra città e che possono raccontare la storia del ’900 e la nostra storia cittadina. Proviamo a pensare al potenziale dell’area ex Reggiane nel quartiere Sante Croce. L’area di porta d’ingresso della città dalla stazione centrale dei treni e molto vicina all’arena Campovolo. Potremmo usare i muri riqualificati dei capannoni per sviluppare un progetto di arte e storia senza precedenti».
Le Reggiane sono state il primo fulcro locale per la street art e potrebbero rappresentare un volano: «L’area dell’ex Reggiane ha già una sua vocazione di attrattiva nazionale legata alla street art, considerando anche la forte vocazione storica e la posizione (vicinanza con l’Arena Campovolo e alla stazione ferroviaria centrale) unita alla riqualificazione degli immobili può diventare volano di attrattività realizzare un parco per la street art che racconti la storia reggiana e del luogo attraverso immagini». —
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