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il caso 

Chiesta la messa in prova per il profugo-pusher

L. G.
Chiesta la messa in prova per il profugo-pusher

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reggio emilia. L’11 aprile era stato scoperto dalla polizia in piazzale Europa con 14 dosi di hascisc e, il giorno successivo durante la direttissima, condannato al divieto di dimora nella provincia di Reggio Emilia.

Ma il 25enne gambiano Jassey Kawsu è un richiedente asilo seguito dalla cooperativa sociale Dimora d’Abramo e, secondo l’avvocato difensore Luca Mistrorigo, «non può lasciare Reggio». Una sorta di “corto circuito” che si è ripresentato ieri mattina in tribunale durante la prima udienza del processo, davanti allo stesso giudice.

Anche in questo caso l’avvocato ha fatto presente la condizione giuridica di Kawsu – appunto quella di richiedente asilo – proponendo una misura alternativa a quella del divieto di dimora: la “messa alla prova”. Ovvero lo svolgimento di un programma di trattamento che prevede come attività obbligatoria (e gratuita) l’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità in favore della collettività. Il giudice si esprimerà il 14 dicembre. —

L. G.

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