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AL CONFINE FRA EMILIA E TOSCAna 

«Dopo l’ultima revisione le strutture sono come nuove»

Martina Trivigno
«Dopo l’ultima revisione le strutture sono come nuove»

Parlano i gestori  di cabinovie e seggiovie «Al Mottarone omessi controlli? Impossibile, la legge è chiara e tutti la rispettiamo»

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Martina Trivigno

abetone. Rolando Galli, presidente della Società Abetone funivie (Saf), spiega che tutti gli impianti gestiti dalla sua società sulla montagna toscana al confine con l’Emilia – la cabinovia del monte Gomito, la seggiovia del Pulicchio, lo skilift e il tappeto dell’ovovia di Abetone – sono sottoposti a revisioni periodiche. E lo stesso racconta Marco Ceccarelli, alla guida – insieme al fratello Ronny – di Doganaccia 2000, la società sotto il cui controllo c’è, tra l’altro, la funivia Cutigliano – Doganaccia.

«L’imponderabile esiste – precisa Galli –. Che alla funivia del Mottarone ci siano stati omessi controlli? Impossibile. La legge è chiara e tutti la rispettiamo. Nel 2019, grazie anche a fondi stanziati dalla Regione Toscana, abbiamo ultimato la revisione generale dei nostri impianti. Che significa: sono stati sostituiti le rulliere, il cavo della cabinovia, i cuscinetti e pure i sistemi di sicurezza elettronica. Da quando è terminata la revisione, poi, l’impianto è da considerare come nuovo. È fondamentale prestare attenzione alla sicurezza. I nostri impianti, ogni anno, trasportano una media di circa 500mila persone. Il picco fu nel 2017: 850mila presenze. Ora aspettiamo di poter riaprire. Verso la fine di giugno, con ogni probabilità. Quando il meteo consentirà le escursioni a piedi o in bici».

E anche Marco Ceccarelli di Doganaccia 2000 sottolineano che «in Italia i controlli sono molto più severi rispetto ad altri Paesi europei. Nel nostro impianto è tutto collaudato e a norma». —

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