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Ragazza sparita nel nulla, si teme un rapimento

Elisa Pederzoli - Tiziano Soresina
Ragazza sparita nel nulla, si teme un rapimento

A Novellara proseguono le ricerche della 18enne Saman Abbas: la procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona

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NOVELLARA. C’è un fascicolo aperto in procura per sequestro di persona, per la sparizione di Saman Abbas. Un’ipotesi investigativa nell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Laura Galli che, nella nebbia ancora fitta di questo mistero, ci dice chiaramente almeno una cosa: si teme che la ragazza di 18 anni di nazionalità pakistana, che si era opposta con coraggio a un matrimonio combinato dalla famiglia, sia stata portata via contro la sua volontà.

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Ma la massiccia presenza di carabinieri a Novellara in queste ultime settimane e le modalità di ricerca stessa, con i cani molecolari, fanno capire anche che c’è apprensione, e tanta, circa la sua sorte.
I carabinieri dell’unità cinofila, dopo i sopralluoghi dei giorni scorsi, sono tornati anche ieri mattina nella cascina di via Cristoforo Colombo 103, dove la famiglia Abbas viveva da tempo.

Sono almeno 15 anni che il padre Shabbar è al servizio dell’azienda agricola “Le Valli”. E da quattro anni lo hanno raggiunto la moglie, la figlia e un figlio adolescente.

In quella stessa corte di campagna dove i Bartoli hanno la loro rivendita di frutta e verdura vivono anche altri tre connazionali della famiglia pakistana. Se c’è qualcosa che rende ancora più inquietante la sparizione di Saman è che, negli stessi giorni in cui si è allontanata dalla comunità bolognese che l’aveva accolta dopo la sua denuncia, anche tutti loro siano spariti.

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Da un giorno all’altro, il datore di lavoro non ha più trovato né l’uomo, né il resto di quella famiglia pakistana con la quale ormai si era instaurato un rapporto, se non di amicizia, senz’altro di fiducia. Ai tentativi di Ivan Bartoli di mettersi in contatto con il capofamiglia, il telefono suonava a vuoto. Questo succedeva all’inizio di maggio. C’è stata una telefonata, infine, tra i due, in cui il pakistano ha spiegato di essersi recato d’urgenza in Pakistan per un’emergenza familiare, ma che la figlia non era con lui: si parla del Belgio, ospite di amici e parenti. Ha detto anche che sarebbe tornato a Novellara. La famiglia Bartoli non aveva provveduto a denunciare l’accaduto ai carabinieri: per quanto insolita come modalità di allontanamento, avevano comunque ogni facoltà di recarsi in Pakistan.

Hanno capito che rischia di esserci dell’altro quando sono stati i carabinieri ad arrivare sul posto e hanno fatto partire le indagini.

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La dinamica degli eventi e, soprattutto, la sparizione di Saman non sono in alcun modo sottovalutate dai carabinieri della stazione di Novellara e dal Nucleo investigativo provinciale. Anzi. Più il tempo passa senza avere notizie di lei, più la preoccupazione cresce. Perché se è vero che Saman, ormai maggiorenne, poteva volontariamente lasciare la comunità, le modalità con cui ha fatto perdere le sue tracce non lasciano tranquilli.
È davvero tornata a Novellara in seguito? Perché? Si era riappacificata con la famiglia nonostante la sua denuncia, già costata ai genitori una doppia denuncia per concorso in costrizione o induzione al matrimonio? È quello che gli investigatori stanno cercando di capire.

Di certo, è a Novellara che i carabinieri l’hanno cercata per una notifica e non l’hanno trovata. E da qui che hanno iniziato a cercarla, con i cani molecolari: prima dentro il casolare, poi lungo le sterminate carraie che si allungano nella campagna piatta tra Villa Reatino e Bernolda, ricca di vegetazione alta in questo periodo. Qui ci sono chilometri e chilometri di campi coltivati. È una zona scarsamente popolata; chi ci vive, è perché si prende cura delle coltivazioni. Qualcuno ha notato qualcosa di insolito all’inizio di maggio? Qualcuno ha visto Saman Abbas?

I carabinieri, dopo giorni in cui hanno indagato in silenzio, ora hanno diffuso la fotografia della 18enne.
Il volto è quello di una ragazza giovanissima, con il velo in testa. Gli occhi di una giovane che ha avuto la forza, pochi mesi fa, di andare contro il volere della famiglia per rivendicare il suo diritto di scelta.
Non usciva spesso di casa, secondo il racconto di chi conosce la famiglia: all’arrivo di estranei, come anche dei datori di lavoro, lei e la madre si chiudevano in casa.

Ma qualcuno potrebbe comunque aver visto Saman qui, o comunque a Novellara, in quei giorni. E ogni particolare potrebbe essere utile agli investigatori per cercare di ricostruire cosa le è successo. Per sapere se sta bene, come sperano tutti.

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