Rissa con coltelli e spranghe «Non possiamo tollerarlo»
La sindaca Verona su quanto accaduto al centro islamico pakistano a Pieve «Serve una seria riflessione. Non ci sottrarremo a quanto sarà necessario fare»
Miriam Figliuolo
GUASTALLA. «Quanto accaduto a Pieve, domenica sera, necessità di una seria riflessione. Certo non è tollerabile: sono stati usati coltelli e spranghe. Siamo molto preoccupati».
E ancora: «La criticità ci era nota e vigiliamo da tempo, ma quello che è accaduto è decisamente troppo. Se prenderò provvedimenti? Non li escludo. Aspetto però di avere un quadro preciso di quanto è successo. Siamo pronti a collaborare con gli inquirenti perché sia fatta chiarezza. Non ci sottrarremo a tutto quello che sarà necessario fare». Così ieri mattina la sindaca di Guastalla Camilla Verona in merito alla rissa avvenuta domenica sera al centro culturale islamico pakistano a Pieve.
Il primo cittadino annuncia che se ne parlerà anche in giunta (incontro fissato per oggi) e non esclude possa riferire, qualora siano emersi maggiori dettagli, anche al prossimo consiglio comunale fissato per giovedì 27 maggio.
Che notizie ha di quanto accaduto?
«C’è stato un forte litigio sfociato in rissa, con coltelli e spranghe. Sono intervenuti i mezzi del 118 e i carabinieri; una persona è stata trasportata all’ospedale locale. Forse altri feriti. Per fortuna nessuno è grave».
Non è la prima volta che si registrano tensioni in quel luogo. Di che si tratta?
«In sintesi, si è creata una forte frattura all’interno della comunità pakistana che fa riferimento a quel centro. Una frattura che sembra insanabile. L’estremo rigore dell’Imam non aiuta. Si sono create così due “fazioni”: quella che ha accesso ai locali e quella di chi ne viene escluso. Ma quel luogo è di tutta la comunità pakistana, che acquistò l’edificio diversi anni fa per ritrovarsi e pregare. Tutti loro dovrebbero poterne usufruire liberamente. Risulta anche una residenza; al primo piano c’è l’Imam».
C’è qualcuno di loro che si è rivolto a lei?
«Per ora solo informalmente. Ma i residenti della zona mi riportano quanto sta accadendo. Ci sono stati diversi problemi, anche in ordine ai parcheggi».
Da quanto dura questa situazione?
«I dissidi sono nati almeno tre anni fa. E da allora siamo “attenzionati” sulla situazione, monitorando, grazie alla polizia locale, in particolare i momenti che sappiamo di maggiore affluenza, come la fine del Ramadan e altre occasioni religiose».
A questo punto diventa una questione di ordine pubblico. Prenderà provvedimenti?
«Non ci sottrarremo. Ma prima voglio avere un quadro preciso. Con il vicesindaco sto già facendo delle riflessioni. Ne parleremo anche in giunta. Il nostro impegno è arrivare a sanare questa situazione». —
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