Vaccini in vacanza, pressing su Figliuolo
Anche Comuni e Province chiedono al commissario di autorizzare le Regioni. Intanto il governo lavora al certificato europeo
Roma. Vaccini in vacanza: è ancora bagarre tra le Regioni. I presidenti continuano a premere il piede sull’acceleratore nell’ottica di attirare sul territorio quanti più turisti possibili, ma una linea nazionale ancora non c’è. Anzi, il commissario all’emergenza anti-Covid Francesco Paolo Figliuolo ha già fatto capire che per il governo questa non è una priorità («è bene che chi va in vacanza regoli le proprie vacanze in funzione dell’appuntamento vaccinale» ha detto tagliando corto sull’argomento) .
SI Può FARE
Fare la seconda dose in ferie, lontani da casa, «in teoria si può fare – dice sicuro l’ex direttore esecutivo dell’agenzia europea del farmaco Guido Rasi – il problema è la logistica». In Trentino, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, si dice pronto a vaccinare i turisti: «Aspetteremo ancora una decina di giorni – chiarisce – poi, se non accadrà nulla, farò qualcosa. Non ci metterei molto a prendere iniziative. Per ora attendiamo, sarebbe inutile non avere una linea comune che risponda alle esigenze di tutte le Regioni. L’importante è trovare una soluzione».
Piemonte e Liguria
Una direzione di marcia provano a indicarla il presidente del Piemonte Alberto Cirio e quello della Liguria Giovanni Toti. I due hanno firmato un protocollo per la reciprocità vaccinale. «Trovare un accordo nazionale per vaccinarsi in vacanza è complicato, ma ciò non toglie che non si possa procedere ad intese territoriali», spiega Cirio. L’accordo piace anche al presidente del Veneto, Luca Zaia: è «una cosa giusta», spiega, sebbene la strada non sia percorribile nella sua regione, «con il suo bacino di 72 milioni di presenze». Serve una decisione «a livello nazionale», è il refrain.
Esperimento RICCIONE
Anche la sindaca di Riccione, Renata Tosi, apre alla possibilità di vaccinare prima i proprietari delle seconde case e poi i turisti di lungo periodo: «Abbiamo chiesto da tempo di mettere in campo tutte le misure possibili per permettere agli italiani di vaccinarsi in vacanza – sottolinea la prima cittadina – sarebbe l’esempio perfetto di una macchina organizzativa che funziona e della sanità del Paese che dà le risposte giuste ai cittadini». Una buona idea anche per Francesco Vaia, direttore dell’Istituto Spallanzani di Roma: «Io sono stato tra i primi ad auspicare un’organizzazione della sanità che vada incontro alle esigenze dei cittadini anche in vacanza. Considero un po’ stucchevoli le polemiche tra Regioni. Troviamo un punto di accordo, scambiamo le anagrafi regionali».
GREEN PASS DIGITALE
Resta ancora aperto, poi, il capitolo che riguarda il certificato verde digitale. L’Italia è al lavoro sul proprio pass. «Non sarà un passaporto ma un certificato che si potrà avere dopo aver fatto la seconda vaccinazione o dopo un tampone, con tempo limitato, o per i guariti – spiega il ministro per la Transizione digitale Vittorio Colao – penso che verso metà giugno saremo pronti e il primo luglio partirà. Forse non dovremo neppure scaricarlo ma arriverà nell’app Immuni, chi ha l’app “Io” lo avrà lì dentro».
Il passaporto europeo
Sul fronte europeo resta al lavoro Roberto Speranza. «Per favorire una ripresa in sicurezza degli spostamenti dei cittadini europei – insiste il ministro della Salute parlando con gli omologhi Ue – occorre un maggiore coordinamento» tra i Paesi. —
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