Per la Manifattura Riese ora la vertenza si sposta al ministero
I sindacati: neanche l’intervento delle istituzioni, gli scioperi e le sollecitazioni dei sindacati hanno convinto la proprietà a presentarsi all’incontro
RIO SALICETO. «Neanche il deciso intervento delle istituzioni pubbliche regionali e cittadine, la presenza costante di tutti i lavoratori, gli scioperi e le sollecitazioni dei sindacati hanno convinto la proprietà della Manifattura Riese (marchio Navigare) a presentarsi al secondo incontro del 19 maggio chiesto da Filctem e Filcams Cgil all’assessorato regionale del lavoro».
Inizia così la decisa presa di posizione dei sindacati Cgil Filctem e Filcams nell’ambito della dura vertenza della Manifattura Riese, nota nel mondo per il marchio Navigare. La vertenza per la storica ditta di Rio Saliceto, nata 61 anni fa e trasferitasi nel gennaio scorso a Carpi, pur mantenendo la sede legale a Rio, prevede 82 licenziamenti.
«Anzi – affermano dalla Cgil – la proprietà ha delegato Maurizio Corvaja, il liquidatore, a comunicare che l’interesse della proprietà è rivolto totalmente al marchio (e quindi al mero profitto) e non certo al destino di 82 lavoratori e delle loro famiglie. Ma se questa logica del profitto non sorprende più di tanto, ciò che davvero lascia perplessi è la totale assenza di volontà della proprietà di sedersi a un tavolo e provare a dialogare con le parti sociali».
«Il liquidatore Corvaja non ha voluto rivelare chi ci sia dietro quella società Fiduciaria Luchi che ha acquistato l’80 per cento della Manifattura Riese per chiuderla e licenziare 82 persone tre giorni dopo – proseguono dal sindacato in merito alla vertenza –. Ma quantomeno ci si aspettava che la proprietà della Navy Group, in quanto carpigiani e vecchi proprietari della Manifattura Riese e tutt’ora detentori del 20 per cento di quote, si presentasse al tavolo per fornire qualche spiegazione. E non può essere un’attenuante il fatto che siano possessori “solo” del 20 per cento delle quote, perché si parla comunque di milioni di euro, di licenziamenti, di vendita del marchio. La Filctem Cgil e la Filcams Cgil approvano la richiesta dell’assessore Colla di chiedere l’intervento del Mise (ministero dello Sviluppo economico, ndr), chiedono l’intervento di Confindustria e il ritiro da parte della proprietà delle procedure di liquidazione e di licenziamento già avviate». —
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