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Premio a De Paolis dai tedeschi: «Bene. E i risarcimenti negati?»

Adriano Arati
Premio a De Paolis dai tedeschi: «Bene. E i risarcimenti negati?»

Parla l’avvocato Italo Rovali che rappresenta le famiglie delle vittime di Cervarolo. «La Germania riconosce chi perseguita i crimini nazisti e non le responsabilità»

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VILLA MINOZZO. «De Paolis per Cervarolo ha fatto tanto: vuole giustizia e la ottiene. Sono contento che abbia ricevuto una onorificenza dalla Germania, ma lo Stato tedesco premia chi ha perseguito i crimini nazisti e poi non concede i risarcimenti». La soddisfazione per una persona di alto livello si mescola all’amarezza per l’ennesimo colpo subito, nelle parole con cui l’avvocato Italo Rovali – che rappresenta le famiglie delle vittime – commenta il riconoscimento assegnato al procuratore generale militare Marco De Paolis durante una cerimonia nella sede dell’Ambasciata Tedesca a Roma. Come procuratore militare della Spezia ha curato undici processi per eccidi compiuti dalle truppe naziste durante l’occupazione dell’Italia, dall’8 settembre 1943 alla Liberazione, stragi rimaste nascoste per decenni sino alla scoperta nel 1994 del famigerato “armadio della vergogna”. De Paolis ha seguito i procedimenti per i fatti di sangue di Cervarolo di Villa Minozzo, dove il 20 marzo 1944 vennero uccisi 24 abitanti, così come quelli di Monte Sole e Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema.

«De Paolis è un magistrato che ha a cuore la giustizia ed è vicino alle persone, nel nostro caso ha incontrato tante volte gli abitanti, i parenti, i testimoni, ha ascoltato le loro storie e si è impegnato in ogni modo perché avessero giustizia. Ricordo quando lo incontrai la prima volta e con l’avvocato Speranzoni decidemmo di avviare i processi», riflette ora Rovali.

«Abbiamo passato notti, giorni, De Paolis è sempre stato presente, ha sempre viaggiato per incontrare tutte le persone, è davvero una figura a cui dobbiamo tanto, che rispetta la giustizia e la cerca, e senza di lui e i processi da lui istruiti non avremmo mai nemmeno ricostruito con tutti questi dettagli quanto accaduto».

Se l’omaggio al magistrato è ineccepibile, altri aspetti lasciano perplesso Rovali. La Germania che premia De Paolis è la stessa che non vuole riconoscere i risarcimenti ai parenti delle vittime di Cervarolo e che non ha perseguito i responsabili dell’eccidio ancora in vita dopo la loro condanna, sancita dai processi militari. Una vicenda tortuosa in cui la stessa giustizia italiana non esce benissimo.

«Abbiamo dovuto aspettare la generazione dei De Paolis perché si cercasse la giustizia, in precedenza i magistrati, ma anche i prefetti e i sindaci, erano tutti legati al fascismo, in un giorno hanno cambiato il colore della camicia, da nera a bianca, ma non hanno mai certo voluto fare chiarezza sui crimini del fascismo, anzi. E questo discorso vale per la giustizia militare ma non solo, pensiamo a quanti fatti sono stati nascosti e occultati, sino a che persone legate al fascismo sono rimaste al potere», sottolinea Rovali.

«Pensiamo al dopoguerra, ai partigiani che vengono arruolati nelle questure e poi nel ’48 vengono tutti rimandati a casa, sostituiti da persone che avevano avuto un ruolo nel fascismo».

Per quanto riguarda la Germania, «va bene premiare De Paolis, ma mi chiedo: si premia il magistrato che ha ottenuto le condanne per le stragi e non si vuole nemmeno dare una risposta formale ai parenti delle vittime? I risarcimenti sono stati negati, a ora, ed è una grande amarezza. Non è una questione economica, non si parla di grandi cifre, ma ancora una volta non viene riconosciuta la responsabilità, è una questione di principio. Così non va bene». —


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