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oggi alle 18.30 

Una catena umana per salvare il murale di Casa Manfredi

Adr.Ar.
Una catena umana per salvare il murale di Casa Manfredi

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REGGIO EMILIA. Una catena umana davanti a Casa Manfredi. Oggi alle 18.30 è in programma il presidio pensato per difendere il luogo di memoria nelle campagne di Villa Sesso, proprio a fianco del tracciato dell’Autostrada del Sole, finito al centro della cronaca dopo la richiesta da parte di Autostrade di rimuovere il grande murale realizzato nel settembre scorso per ricordare gli antifascisti fucilati nel dicembre 1944 dai repubblichini. La reazione collettiva ha coinvolto non solo Reggio, ma dimostrazioni di solidarietà sono arrivate da mezza Italia. Questo pomeriggio arriva un momento in presenza davanti alla vecchia costruzione per ribadire il concetto di fondo: Casa Manfredi e il murale non si toccano. L’appuntamento è alle 18.30 davanti al casolare per un evento statico, in linea con le limitazioni del periodo, durante il quale verrà abbracciato simbolicamente l’edificio. Oltre ad alcuni brevi interventi, sono in programma due canzoni partigiane, “Bella Ciao” cantata da Cisco Bellotti, ex voce dei Modena City Ramblers, e “Fischia il vento” con il Coro L’Amata Rossa di Casa Bettola. Il tracciato dell’A1 passa proprio di fianco al luogo di memoria a Villa Sesso che dal settembre 2020 ospita sulla propria facciata un murale dedicato alle famiglie Manfredi e Miselli: nel dicembre 1944 diversi componenti delle due famiglie antifasciste vennero fucilati durante una violentissima rappresaglia organizzata dai fascisti locali. Il progetto curato da Comune, Anpi e Istoreco assieme agli abitanti della zona ha portato alla creazione dell’opera d’arte, titolata “Partigiano Reggiano” dall’omonima canzone di Zucchero, e alla sistemazione di pannelli informativi. Lo stesso Zucchero è intervenuto pubblicamente criticando la richiesta del gestore autostradale. Domani ci sarà un primo incontro tecnico con Autostrade, che tramite diversi dirigenti ha sostenuto che la secca richiesta di rimuovere l’opera, unita a minacce di sanzioni economiche piuttosto pesanti e da toni perentori, non ha motivazioni politiche, ma partirebbe solo da un controllo del territorio e dalle normative sulla sicurezza. —

Adr.Ar.

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