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Novellara, spunta un video: tre uomini con la pala dietro casa della ragazza scomparsa

Novellara, spunta un video: tre uomini con la pala dietro casa della ragazza scomparsa

Si rinforza la pista dell'omicidio nel caso di Saman, la 18enne pakistana che si era opposta al matrimonio combinato

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NOVELLARA. Tre uomini con due pale e un secchio, un sacchetto azzurro e un piede di porco. Sono stati ripresi da un sistema di videosorveglianza mentre si dirigevano verso un campo, sul retro della casa di Novellara dove abitava Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa da circa un mese. Lo rende noto il procuratore reggente Isabella Chiesi.

Le tre persone sono rientrate nella visuale della videosorveglianza dopo circa due ore e mezza. I fotogrammi sono agli atti dell’inchiesta per omicidio condotta dalla procura di Reggio Emilia.

Le immagini hanno portato gli inquirenti ad indagare per omicidio e non solo per sequestro di persona, reato per il quale era stato inizialmente aperto il fascicolo.

La ragazza, si era opposta a un matrimonio combinato con il cugino. Il padre e la madre di 43 e 46 anni erano stati denunciati a gennaio dai carabinieri per costrizione o induzione al matrimonio: cercarono di far sposare la figlia, all’epoca minorenne, con un cugino connazionale.

La procura che coordina le indagini condotte dai carabinieri ha subito predisposto un piano di ricerca dei tre fuggitivi e ha cercato anche il corpo della giovane nelle immediate vicinanze della sua abitazione, anche mediante lo svuotamento dei canali di irrigazione. Sono stati impegnate anche le squadre cinofile e i vigili del fuoco ma al momento non è stato ancora rinvenuto nulla.

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La ricostruzione della procura
Tre settimane. È il tempo trascorso da quando Saman Abbas tornò a casa a Novellara dalla comunità a cui era stata affidata, l'11 aprile, a quando i carabinieri, d'intesa con i servizi sociali, andarono a a cercarla, il 5 maggio. È quanto ricostruisce la Procura di Reggio Emilia. La ragazza era stata allontanata d'urgenza dalla casa familiare e collocata in una comunità educativa in provincia di Bologna, a novembre 2020, in seguito a una richiesta d'intervento degli assistenti sociali chiamati dalla stessa giovane, in quanto i genitori volevano costringerla a tornare in Pakistan per sposare un cugino.
L'11 aprile Saman decise però di rientrare in famiglia. I carabinieri, appreso del suo allontanamento dalla comunità, il 5 maggio sono andati a cercarla a casa, d'intesa con i servizi sociali, per cercare una collocazione in un'altra comunità. Ma non la trovarono, né lei, né i genitori e si pensò che fossero tutti tornati in Pakistan e che i genitori avessero costretto la figlia a seguirli. La Procura allora aprì un fascicolo per sequestro di persona e sono stati fatti accertamenti sui voli verso il Pakistan, appurando presto che i genitori erano effettivamente rientrati, mentre Saman non era tra i passeggeri dell'aereo partito da Malpensa, anche se non si poteva escludere fosse partita da un altro scalo, anche europeo. Poi la svolta, con le immagini di videosorveglianza del 29 aprile, che ha portato a ipotizzare anche l'omicidio.

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