Al via le ricerche nelle “tombe” dei liquami sotto le stalle
Domani inizierà l’ispezione dei doppifondi delle porcilaie con l’obiettivo di trovare i resti della 18enne Saman Abbas
Alessandro Cagossi
NOVELLARA. Ancora nessuna traccia di Saman Abbas, la pakistana 18enne sparita da un mese, i cui famigliari e parenti sono tutti “scomparsi” da Novellara, alcuni dei quali rientrati nel Paese d’origine, secondo quanto risulta dalla verifica dei viaggi aerei. Una svolta nelle indagini è stata data dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza del 29 aprile, che ha consentito di identificare in un parente della scomparsa uno delle tre persone immortalate, intente a dirigersi, alle 19.15, verso i campi dietro l’azienda agricola “Le Valli” – dove lavoravano i famigliari della giovane svanita nel nulla – con due pale, un secchio contenente un sacchetto azzurro, un piede di porco e un altro attrezzo.
Stando alle indiscrezioni dei proprietari delle porcilaie, dovrebbero iniziare domani le ricerche degli inquirenti negli stabili della zona in cui si sono focalizzate le ricerche, nei pressi dei fondi dell’azienda agricola “Le Valli”. La stessa area di campagna battuta palmo a palmo dai carabinieri, che hanno scandagliato campi, fossi e pozzetti per la distribuzione dell’acqua per l’irrigazione dei campi. Sono almeno tre le porcilaie presenti in quella zona, facilmente raggiungibili con massima discrezione dai terreni ricoperti di alte e lunghe serre per la coltivazione delle angurie.
Un residente di Villa Reatino conosce bene quei luoghi e quelle stalle. Ci spiega come funzionano e ci racconta la loro storia recente. «Da quello che so – afferma – in quelle porcilaie c’erano i maiali fino allo scorso dicembre, poi hanno chiuso l’allevamento, per cui si tratta di una zona di campagna facilmente accessibile, senza troppa gente in giro. Ripercorrendo mentalmente l’ipotetico tragitto, una volta arrivati in fondo ai terreni disseminati di serre dietro cui potrebbero essersi nascosti, a quel punto solo l’attraversamento di una strada sterrata li avrebbe divisi dalle porcilaie. A quell’ora, sotto sera, in quella carraia ci si può imbattere in camminatori e ciclisti che fanno un giro all’aria aperta. Se anche qualcuno li avesse visti, penso che difficilmente avrebbero destato sospetto dei braccianti in aperta campagna con in mano gli attrezzi del loro mestiere. Esistono anche altre porcilaie nei paraggi, ma per raggiungerle bisogna attraversare strade asfaltate dove il rischio di essere visti è maggiore; perlopiù sono circondate da case abitate».
Tornando alle porcilaie, «in zona – prosegue il residente – come dappertutto nelle nostre campagne, esistono vasche a cielo aperto per lo stoccaggio dei liquami, ma non solo. Tutte le stalle, sotto le corsie dove deambulano gli animali, siano maiali o vacche, hanno una sorta di doppiofondo: una fossa per la raccolta dei liquami, che nel gergo contadino viene chiamata “tomba”. Di solito, quando questa si riempie, le deiezioni vengono pompate fuori in una autobotte e usate come concime nei campi. Per attingere al letame e permettere ispezioni, esistono alcuni tombini posizionati lungo le corsie e in fondo alle stalle, spesso immediatamente all’esterno».
«Nonostante non ci siano più i maiali da dicembre, le vasche di stoccaggio sono ancora piene, così come, presumo, anche le fosse per la raccolta dei liquami nelle stalle. Se un corpo fosse stato gettato in quei liquami di maiale, che in poco tempo decompongono tutto, cosa potrebbe essere rimasto dopo un mese? Lì sono già stati i cani molecolari. Se qualcuno avesse divelto uno di quei tombini con un piede di porco, avrebbe sicuramente lasciato dei segni. Credo sia necessario andare a controllare quei pozzi, operazione peraltro non semplice perché bisogna adottare le massime precauzioni, dato che emettono gas potenzialmente letali». —
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