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ventasso, DOPO LE CRITICHE DELL’OPPOSIZIONE 

Il sindaco: «I lavori proseguono palaghiaccio aperto a fine anno»

C.O.
Il sindaco: «I lavori proseguono palaghiaccio aperto a fine anno»

Manari: «Serve una ristrutturazione lunga e complessa. Abbiamo reperito oltre un milione. Il Parco nazionale finanzierà il nuovo impianto di refrigerazione»

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ventasso. «Che i lavori al palaghiaccio di Cerreto Laghi fossero lunghi, complessi e di grossa entità lo dimostra il fatto che dal 2017 e oggi abbiamo dovuto reperire oltre un milione di euro, grazie a bandi nazionali e regionali con una quota messa dal Comune, per la riqualificazione interna della struttura, e ne occorreranno altri 7-800mila se vorremo ristrutturare l’esterno».

Il sindaco Antonio Manari non ci sta alle accuse di ritardi e di «interventi maldestri» lanciate, nei giorni scorsi, dai consiglieri di opposizione Paolo Bargiacchi, sindaco di Collagna fino al 2016, Alessia Cagnoli, Luca Galeazzi e Carlo Torri. «I lavori – continua Manari – stanno proseguendo normalmente, e la nostra intenzione e di concluderli alla fine di quest’anno, per poi riapre il palaghiaccio al pubblico. Se verranno trovati nuovi fondi per il restyling dell’esterno, l’intervento verrà fatto a struttura già utilizzabile».

La storia del lento degrado del palaghiaccio di Cerreto – per il quale il Parco nazionale tosco-emiliano provvederà a finanziare il nuovo impianto di refrigerazione con 700mila euro – parte da lontano: dal 2011. Da quando cioè l’allora sindaco di Collagna, Bargiacchi, iniziò a stanziare cifre non da capogiro per la manutenzione di una struttura che già da allora – secondo una relazione tecnica agli atti – aveva problemi di infiltrazioni, muffe e muri scrostati.

Nell’arco di una consiliatura, per tamponare le falle del palaghiaccio, l’allora giunta di Collagna mise sul tavolo 200mila euro di lavori di manutenzione. Troppo pochi, evidentemente, se nel 2017, a oltre un anno dall’esito del referendum per la fusione dei Comuni di Collagna, Busana, Ligonchio e Ramiseto in quello di Ventasso, la nuova giunta a guida Manari si trovò a dover affrontare la questione agibilità: «Ogni volta che pioveva il palaghiaccio si riempiva di almeno 20 centimetri di acqua – spiega il sindaco –. Abbiamo dovuto prendere la decisione di chiuderlo per avviare uno studio articolato su come ristrutturalo in via definitiva». E da quel momento è iniziata anche la ricerca dei fondi necessari all’intervento: tanti e non ancora sufficienti. I lavori di riqualificazione fin qui svolti all’interno della struttura hanno riguardato la copertura, le travature, gli impianti idraulici ed elettrici, e presto partiranno i lavori per la nuova pista, alla quale va sostituito l’impianto del freddo.

«Abbiamo scoperto – conclude Antonio Manari – che per refrigerare veniva usato il gas freon, tra quelli più nocivi per l’ambiente e il cui uso è stata proibito ormai da tempo». —

C.O.

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