Blocco dei licenziamenti Landini chiede al governo di riaprire il confronto
Roma. Il Covid, ovviamente, ma anche la ripresa economica e la lezione insegnata da quest’anno difficile. Oggi il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, terrà le sue considerazioni finali in occasione della relazione annuale: è la sua decima volta ed è la seconda che inevitabilmente al centro c’è la pandemia, che stravolge anche la tradizionale cerimonia. Non più il salone di via Nazionale affollato di personalità ma solo una quarantina di invitati e una diretta streaming per il pubblico e i giornalisti, anche loro costretti a coprire l’evento da remoto. Nessuno del governo, come d’abitudine: quest’anno peraltro nell’esecutivo ci sono due ex colleghi, Mario Draghi – che di Visco è il predecessore, avendo lasciato la Banca d’Italia nel 2011 per andare alla Bce – e Daniele Franco, oggi alla scrivania di Quintino Sella. A Visco il compito anche di commentare le politiche messe in campo per i prossimi mesi e anni, a partire dal Piano nazionale di ripresa e resilienza passando per i sostegni all’economia e le misure di semplificazione appena approvate.
Lo scorso anno, nella stessa occasione, Visco si diceva convinto che «insieme ce la faremo» ma con il coraggio di «guardare lontano», di rompere «le inerzie del passato», con un «nuovo rapporto tra Governo, imprese, istituzioni, società civile e reale». Sottolineava che i problemi «non possono essere colmati semplicemente aumentando la spesa pubblica se non se ne accresce l’efficacia e se non si interviene sulla struttura dell’economia» e che l’azione accomodante della politica monetaria «non potrà sostituirsi agli interventi necessari per innalzare il potenziale di crescita».
Quest’anno non mancherà l’ottimismo anche perché, come sottolineato sabato dal centro studi di Confindustria, la ripresa è iniziata, e si intravede un «forte rimbalzo» nel terzo e quarto trimestre dell’anno pari a oltre il 4 per cento del Pil, che si consoliderà con l’impatto degli investimenti del Pnrr. È dal piano di ripresa e resilienza, ma non solo, che si dipana una moltitudine di sfide, dalle infrastrutture agli investimenti da fare passando per le riforme, senza dimenticare il nodo del lavoro, con la fine del blocco dei licenziamenti che si avvicina e agita i sindacati.
C’è poi la sfida della transizione ecologica, «una sfida globale», l’ha definita il governatore Visco intervenendo al G20 Techsprint, che il sistema finanziario sta iniziando a supportare e per cui anche le banche centrali stanno svolgendo un ruolo crescente, non solo attraverso i loro portafogli finanziari, ma anche attraverso le loro azioni come regolatori e supervisori». —
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