Gazzetta di Reggio

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il paese afflitto da una grave crisi 

Comunità cristiane del Libano da Papa Francesco

Maria Elena Ribezzo

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Maria Elena Ribezzo

Città del Vaticano. Il primo luglio Papa Francesco apre le porte ai responsabili delle comunità cristiane del Libano, stretto nella morsa di una crisi finanziaria, economica e politica senza precedenti. Sarà una giornata di riflessione sulla preoccupante situazione del Paese e di preghiera per la pace e la stabilità.

Il 22 aprile scorso Francesco ha ricevuto a Palazzo Apostolico il primo ministro designato Saad Hariri, esortando i leader politici della regione a «impegnarsi urgentemente per il bene della nazione». Per il sistema libanese di condivisione del potere, il presidente deve essere un cristiano maronita, il presidente del Parlamento un musulmano sciita e il primo ministro un musulmano sunnita. Ma Beirut è in stallo dall’estate scorsa, quando, dopo l’enorme esplosione al porto del 4 agosto, il governo ha rassegnato le dimissioni. Nella tragedia sono morte 211 persone e più di 6.000 sono rimaste ferite.

Durante il suo incontro con Hariri, Francesco ha ribadito la sua vicinanza al popolo, che vive «un tempo di grande difficoltà e incertezza, e ha ricordato la responsabilità di tutte le forze politiche di impegnarsi con urgenza a beneficio della nazione», ha fatto sapere il portavoce della Santa Sede, Matteo Bruni. In quell’occasione, il Pontefice ha auspicato che il Libano, con l’aiuto della comunità internazionale, «torni a incarnare la fortezza dei cedri, la diversità che da debolezza diventa forza nel grande popolo riconciliato, con la sua vocazione ad essere terra di incontro, convivenza e pluralismo». Lasciando l’Iraq, Bergoglio ha promesso che avrebbe visitato il Paese non appena le condizioni l’avrebbero permesso. Il Libano è uno scenario difficile anche per la fortissima influenza di Hezbollah, milizia paramilitare e partito politico sciita cresciuta grazie al supporto iraniano, tanto da essere considerata più potente dell’esercito regolare. È lì, dove la proporzione tra cristiani e musulmani è saltata dopo le massicce migrazioni dei palestinesi dai territori controllati da Israele, che Papa Francesco vuole tornare. Per proseguire il dialogo con l’Islam (sunnita e sciita) ma anche per supportare ancora i cristiani. —

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