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È un reggiano di 69 anni il re dei concorsi a premi

Il rivaltese Carlo Menozzi con due dei premi che ha vinto

In trent’anni ne ha vinti più di dodicimila. Carlo Menozzi: «Non sono più ricco di prima, ma mi diverto»


01 giugno 2021 Giuseppe Galli


REGGIO EMILIA. «Non sono diventato né più ricco né un signore, ma mi sono divertito tantissimo e ho vinto le cose più strane».

È questa la filosofia con cui Carlo Menozzi, pensionato rivaltese di 69 anni, da più di trent’anni partecipa a tutti i concorsi a premi che ritiene di suo interesse. Dal 1990, quando ha iniziato, a oggi tutto è cambiato, così come i regolamenti dei concorsi, e se prima si trattava di compilare cartoline e inviare raccomandate, oggi la caccia ai premi si fa anche e soprattutto attraverso sms, via whatsApp, con le e-mail e nei siti internet. Ecco perché anche lui si è dovuto sempre aggiornare per rimanere al passo con i tempi, cambiare strategie, studiare centinaia e centinaia di regolamenti, adattarsi ai cambiamenti ma sempre e solo con un unico obiettivo: battere la concorrenza e vincere.

Un vero e proprio lavoro, insomma, soprattutto da quando, una volta in pensione, ha avuto molto più tempo per dedicarsi alla sua passione: e il tempo delle sue giornate è scandito da appuntamenti fissi, un rituale che, da mattina a sera, gli permette di partecipare a sempre nuovi concorsi e dare la caccia ai premi.

«Ogni giorno è una sorpresa – sottolinea Menozzi dalla sua casa di Rivalta, dove impugna orgoglioso gli ultimi due premi arrivati, un monopattino e un televisore Led da 50 pollici –. Possono arrivare premi di ogni tipo: dalla t-shirt a un monopattino, da uno scooter a un cappellino».

È un uomo da Guinness dei primati, Carlo Menozzi, e ha vinto di tutto: quindici auto, in assoluto il premio più ambito per chi partecipa ai concorsi a premi, 14 scooter e 69 viaggi in ogni angolo del mondo. «Il segreto? Solo impegnarsi a fondo»

La sua attività frenetica, però, non gli ha impedito di togliersi importanti soddisfazioni professionali e di essere padre di una famiglia numerosa. Alla fine tutti i suoi sforzi sono stati ripagati e i risultati sono stati eccellenti. Di origine contadina, ma affermato nel settore della ceramica, prima come dirigente e poi come responsabile dell’ufficio vendite e spedizioni, Menozzi è diventato un personaggio – raccontato anche dal settimanale Oggi, in edicola in questi giorni – grazie alle incredibili quanto numerose vincite. Per non perdere di vista le iniziative più importanti, attinge informazioni da giornali, supermercati, radio, televisione e, ora, anche e soprattutto da internet.

Vincere auto è la sua vera specialità, visto che ne ha già portate a casa sedici, due delle quali in un colpo solo. Ogni sua partecipazione a un concorso ha una storia diversa, ogni premio un singolare aneddoto da raccontare: «Un giorno, tornando da una concessionaria, dove mi era stata appena consegnata una Renault Espace – ricorda divertito – entrai in casa e trovai un telegramma, su cui c’era scritto che avevo vinto un’altra auto, una Rover cabrio. Era il giorno perfetto, visto che mia moglie Stefania compiva gli anni, e ho deciso di utilizzarla come regalo».

E le altre auto vinte, che fine hanno fatto? «Le ho vendute e il denaro ricavato l’ho investito per altri concorsi. Vorrei chiarire subito un concetto: chi partecipa a questi giochi a premi, non lo fa per arricchirsi, ma per pura e semplice passione. Il motto è “Giochiamo comunque e sempre”, ma sarei falso se non dicessi che non avrei continuato a giocare, impegnando anche cifre notevoli, se non avessi vinto così tanto. La passione per il gioco è nata in modo spontaneo, poi è diventata un antistress per il dopo lavoro: in questo modo mi liberavo la mente da tutto e mi sentivo al massimo con me stesso».

Da un’ipotetica stima di tutte le sue vincite, quanti soldi avrebbe accumulato? «Come potete immaginare guardando la lunga lista di oltre dodicimila premi, sarebbe abbastanza notevole, ma l’investimento non è stato da meno. Il brivido più grande non è contare i soldi, bensì il momento in cui capisci che hai vinto».

Scorrendo la lunga lista dei trionfi di Menozzi, è impossibile non notare i 69 viaggi. Anche questi, per ovvi motivi, non li ha potuti effettuare tutti lui: «C’è stato un periodo in cui credevo di essere diventato un’agenzia di viaggi. Grazie ai miei premi, avevo sei persone in giro per il mondo contemporaneamente. A trarne beneficio furono amici e parenti: due erano alle Canarie, due a Djerba e due erano in un giro d’Europa».

Sarebbe ancor più utile carpirne i segreti: «Il segreto è la costanza, oltre al fatto di interessarsi a tutti i campi della vita quotidiana. Bisogna essere informati su tutto e cogliere i concorsi al momento giusto: quindi bisogna leggere bene i regolamenti. Bisogna mandare le cartoline in modo scaglionato e, prima si arriva, meglio è. Soprattutto bisogna avere tanti anni di esperienza alle spalle, acquisita sul campo, con pazienza: ho imparato a selezionare i concorsi dove si hanno più possibilità di vittoria e a lasciar perdere gli altri».

Il primo approccio con i giochi a premi l’ebbe più di mezzo secolo fa, quando era alle scuole medie: «Avevo 13 anni e la Gazzetta dello Sport proponeva un gioco simile all’attuale Fantacalcio: non esistevano i computer e ogni settimana bisognava inviare le risposte per cartolina. Alla fine dell’anno arrivai 63esimo ma vinsi comunque un premio, il primo della mia “carriera”. Si trattava di una confezione Gillette».

Uno dei premi rimasto nel cuore del rivaltese è stato un biglietto di tribuna vip, per seguire Inter-Spartak Mosca di Champions League: «Sono interista da una vita e, sempre grazie a un concorso della Gazzetta, ho avuto l’opportunità di andare a San Siro e di assistere alla partita al fianco del mio idolo Walter Zenga. Che gioia».

E, per chiudere, una raccomandazione: «Non mi sento fortunato e soprattutto non sono un indovino: quindi, non chiedetemi i numeri vincenti del Lotto....». —

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