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l’aggioRnamento 

I pompieri con il canotto scandagliano il canale e oggi tocca ai pozzi neri

Alessandro Cagossi

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NOVELLARA. Per la prima volta le ricerche del corpo di Saman Abbas ieri hanno visto l’intervento di un canotto con cui i vigili del fuoco hanno scandagliato il fondale del canale che costeggia la strada provinciale tra Novellara e Reggiolo, svuotato per l’occasione dalla bonifica. Come spiegato dal tenente colonnello Luigi Regni, comandante della Compagnia carabinieri di Guastalla, che coordinava le operazioni, si tratta di «esplorazioni che abbiamo già fatto nelle settimane scorse, ma che vogliamo ulteriormente approfondire per escludere con tutta sicurezza che il corpo della ragazza possa trovarsi lì». Oggetto delle attenzioni dei vigili del fuoco specializzati in soccorso acquatico, giunti sul posto assieme ad alcune squadre e mezzi dal comando di Guastalla, è stato il tratto di canale compreso tra la cascina dove abitava la famiglia di Saman e il casolare dove abitavano i cugini, braccianti dell’azienda agricola dove lavorava Shabbar Abbas, il padre di Saman. I due stabili, entrambi posti sotto sequestro dai carabinieri di Novellara, distano qualche centinaio di metri e sono divisi dal canale. Alla cascina sede dell’azienda agricola si accede dalla strada provinciale, mentre per raggiungere il casolare seminascosto dalla vegetazione bisogna attraversare un ponte e dirigersi verso i campi. Finora le ricerche di Saman, iniziate immediatamente dopo l’improvvisa sparizione di tutta la sua famiglia, il 5 maggio scorso, hanno interessato i poderi di proprietà dell’azienda agricola dove lavoravano e abitavano gli Abbas e le zone circostanti. Per il ritrovamento del corpo di Saman sono stati impiegati agenti, droni, cani molecolari ed elicotteri. Sono stati perlustrati campi, pozzi e canali. Ma, per ora, senza risultati. Oggi le ricerche dovrebbero proseguire nelle “tombe”, i doppifondi che raccolgono i liquami sotto le stalle. Un’altra ipotesi al vaglio è che il corpo possa essere stato gettato nelle vasche a cielo aperto presenti in zona per lo stoccaccio dei liquami. —

Alessandro Cagossi

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