«Mia figlia è viva È andata in Belgio» Nessuno gli crede
novellara. «Mia figlia è viva. L’ho sentita anche l’altro giorno. È in Belgio ospite di un amico. Non è la prima volta che ci va. Il 10 giugno sono a Malpensa. Torno e spiego tutto ai carabinieri». Così Shabbar Abbas, il padre 43enne di Saman, la 18enne pakistana sparita da quasi un mese. Ma nessuno gli crede, a cominciare dagli investigatori, che continuano le ricerche seguendo la pista dell’omidicio con occultamento del cadavere. Peraltro, le stesse cose Abbas le aveva riferite a inizio maggio al suo datore di lavoro Ivan Bartoli, che da un giorno all’altro si era ritrovato senza manodopera: gli Abbas sono i guardiani della proprietà della famiglia l’azienda agricola “Le Valli”, e anche i cugini lavorano lì. Ivan Bartoli, aveva raccontato alla Gazzetta il 26 maggio la sorella Rossana, lo aveva chiamato al cellulare, e Abbas aveva risposto dal Pakistan dove, aveva detto, era dovuto rientrare a causa di una seria malattia della sorella, poi deceduta. «Saman è in Belgio ospite di amici», aveva detto anche allora. Secondo gli inquirenti invece, la ragazza sarebbe stata uccisa e sepolta dai suoi famigliari nei campi dietro casa perché aveva rifiutato un matrimonio combinato.
Il padre è uno dei cinque indagati nell’inchiesta aperta con l’accusa di omicidio.
La famiglia Bartoli è sorpresa e sconcertata. In attesa, come tutti, di sapere quale sia la verità. —
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