Minori a rischio fuga dopo gli scrutini, la polizia cerca il supporto dei ragazzi
Attivata anche una collaborazione con il Canossa. Il preside: «Da noi mai successo, ma è giusto fare prevenzione»
REGGIO EMILIA. La cronaca recente insegna che nei casi di scomparsa le prime ore sono in grado di determinare il buon esito dell’indagine, mentre una pista errata rischia di consegnare il tutto alla lista dei casi irrisolti o ai cold case risolti dopo decenni.
Perciò il messaggio principale che la Dac (Divisione anticrimine centrale) della polizia di Stato vuole trasmettere è che “nascondere” gli elementi utili sull’amico scomparso o su altre persone coinvolte non è un buon servizio.
Anzi, espone il ragazzino a pericoli maggiori. Al contrario qualsiasi indicazione su carattere, attività quotidiane, aspirazioni, condizione psicologica, luoghi frequentati e motivi di disagio possono essere determinanti per inquadrare la situazione con rapidità e svolgere approfondimenti mirati. Come recita l’opuscolo informativo della polizia, sono diversi i motivi che possono indurre un minore a scappare.
Le frasi ricorrenti sono “mi vergogno di quello che ho fatto”, “voglio proteggere chi mi maltratta”, “ho paura”, “nessuno mi crederà”. A questo si oppone lo slogan “tutto si può risolvere: contatta la polizia di Stato”, per indurre gli scomparsi a uscire allo scoperto. Il materiale informativo – insieme ad altri dépliant su bullismo, cyberbullismo e violenza di genere – è stato distribuito nelle biblioteche comunali della nostra provincia. Oltre alle “dritte” per i genitori, l’opuscolo contiene dei consigli in pillole rivolte ai ragazzini.
Ad esempio ricorda che “non sei mai solo, c’è sempre qualcuno disposto ad ascoltarti e ad aiutarti”, o che “se cambi i tuoi programmi comunicalo a qualcuno”. Viene inoltre ribadito che “uoi dire sempre no a qualsiasi cosa ti faccia sentire a disagio o ti spaventi, che “se sei in pericolo o ti senti insicuro mettiti subito in contatto con la polizia o con una persona di cui ti fidi” o quanto sia fondamentale “farsi insegnare come e quando chiamare un numero di emergenza”. Importante anche “camminare sempre in gruppo con gli amici” e, “se qualcuno in auto si avvicina o si ferma a chiederti informazioni, non entrare mai nell’auto”. —
Am. P.
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