Ispezionate le “tombe” degli allevamenti studiando le mosse dei presunti assassini
Da inizio maggio vengono impiegate decine di carabinieri vigili del fuoco e droni per setacciare ogni metro quadrato
NOVELLARA. Ieri per le ricerche del corpo di Saman Abbas – la 18enne pakistana di cui si sono perse le tracce da fine aprile, nella vasta area rurale dove si stanno concentrando le attenzioni degli inquirenti – sono tornati in azione i carabinieri.
Una ventina di militari della Compagnia di Guastalla, incaricati delle ricerche, hanno battuto palmo a palmo a piedi la zona agricola e le stalle situate dietro il capannone dell’azienda agricola dove abita la famiglia di Saman. Altre decine e decine di ettari setacciati, ma senza risultato.
il video shock
Stando alle risultanze investigative dedotte dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza, in quella direzione si sono diretti lo zio e due cugini di Saman, il 29 aprile alle ore 19.15, armati di pale, piede di porco e un attrezzo non identificato, portando con sé anche un secchio e un sacco azzurro.
L’ipotesi degli inquirenti è che il cadavere sia stato interrato dopo aver scavato una fossa, o gettato in un tombino dopo averlo scardinato con il piede di porco. Potrebbe trattarsi di un tombino che conduce alle condotte interrate per l’irrigazione dei campi, o di un coperchio delle cosiddette “tombe”, i doppifondi che raccolgono i liquami sotto le stalle.
Un’altra ipotesi al vaglio è che il corpo possa essere stato gettato nelle vasche a cielo aperto presenti in zona per lo stoccaggio dei liquami.
Un aiuto determinante per le ricerche è arrivato dai residenti della zona, che conoscono bene quei fondi e hanno fornito suggerimenti importanti agli investigatori su come potrebbero essersi mossi i famigliari di Saman nel loro presunto intento di disfarsi del suo cadavere.
le porcilaie
Sono almeno tre le porcilaie presenti in quella zona dove ieri si sono focalizzate le ricerche dei carabinieri.
Ripercorrendo mentalmente l’ipotetico tragitto dei tre parenti di Saman, una volta partiti dal capannone avrebbero potuto usare le alte e lunghe serre circostanti per nascondersi facilmente fino al raggiungimento di una strada sterrata che si trova in una zona scarsamente abitata. A quel punto, attraversata la strada e percorsi alcuni campi, avrebbero potuto raggiungere altrettanto facilmente le porcilaie, i tombini dell’irrigazione, le vasche di stoccaggio dei liquami, oppure un luogo identificato in precedenza dove sotterrare il cadavere.
Proseguendo oltre a piedi, esistono altre serre dove la manovalanza pakistana andava regolarmente a lavorare, per cui conosceva bene la zona. La loro presenza, con gli attrezzi del mestiere, non avrebbe destato alcun sospetto.
Un’altra zona battuta dai carabinieri è un’area incolta semi-arbustiva posta a fianco del capannone, oltre le serre, dove i parenti della 18enne scomparsa sarebbero potuti arrivare a piedi per poi seppellire il corpo, protetti dalla vegetazione.
cani molecolari
Si tratta di aree già battute da cani molecolari e con l’impiego di droni, senza riscontri. Quella di ieri rappresenta un’altra giornata di ricerche febbrili, dopo la ricognizione effettuata domenica dai vigili del fuoco specializzati in soccorso acquatico che, con l’ausilio di un gommone, hanno scandagliato il canale che costeggia la strada provinciale tra Novellara e Reggiolo.
L’oggetto delle attenzioni dei vigili del fuoco, giunti sul posto assieme ad alcune squadre e mezzi dal comando di Guastalla, è stato il tratto di canale compreso tra la cascina dove abitava la famiglia di Saman e il casolare dove abitavano i cugini. Questi ultimi erano anch’essi braccianti dell’azienda agricola dove lavorava Shabbar Abbas, il padre di Saman, che aveva mansioni di coordinamento dei lavori.
i sigilli aI due stabili
I due stabili, entrambi posti sotto sequestro, distano qualche centinaio di metri e sono divisi proprio dal canale. Alla cascina sede dell’azienda agricola si accede dalla strada provinciale, mentre per raggiungere il casolare seminascosto dalla vegetazione bisogna attraversare un ponte e dirigersi verso i campi, appunto dall’altra parte del canale.
Le operazioni di ricerca della ragazza, con i vigili del fuoco e le pattuglie dei carabinieri, erano chiaramente visibili da chi transitava sulla strada provinciale, attirando l’attenzione dei tanti automobilisti.
Fino ad ora le ricerche di Saman, iniziate immediatamente dopo l’improvvisa sparizione di tutta la sua famiglia, acclarata dai carabinieri il 5 maggio scorso, hanno interessato i poderi di proprietà dell’azienda agricola dove lavoravano e abitavano gli Abbas e le zone circostanti.
Con l’impiego di squadre di carabinieri, il reparto sommozzatori dei vigili del fuoco, droni, cani molecolari ed elicotteri, sono state perlustrate decine e decine di ettari di territorio. Per ora senza risultati. Ma le ricerche sono destinate a continuare.—
Alessandro Cagossi
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