Al picchetto 250 autisti che chiedono il rinnovo del contratto nazionale
REGGIO EMILIA. Circa 250 autisti Seta che da tre anni attendono il rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro. È con queste premesse che, ieri mattina, si è svolto lo sciopero nazionale del trasporto pubblico. Che in provincia di Reggio Emilia ha contato un’affluenza superiore al 90 per cento delle adesioni.
«È andata molto bene – commenta Vincenzo Cimmino della Filt Cgil di Reggio Emilia –. Era uno sciopero che garantiva delle fasce orarie di servizio perché il trasporto pubblico va comunque garantito. Abbiamo protestato per chiedere il rinnovo del contratto nazionale scaduto dal 2017, in mezzo a un’ostilità continua delle associazioni datoriali che lamentano carenze di introiti dovute alla pandemia».
Ma, prosegue Cimmino, le carenze «non ci sono state. Nell’anno del Covid le aziende hanno ricevuto fondi e aiuto per 2,8 miliardi di euro per garantire le perdite derivate dal mancato introito tariffario della bigliettazione. In realtà non vogliono rinnovare il contratto perché non hanno intenzione di riconoscere le integrazioni salariali di tre anni non firmano per questo motivo».
In sintesi, precisa ancora il sindacalista reggiano, «danno la colpa a una pandemia che non ha dato in realtà ammanchi economici, visti i ristori che hanno avuto. Da contrappeso fa eco il comportamento dei lavoratori del settore che non si sono mai fermati e hanno garantito sempre la mobilità delle persone, un principio costituzionale. Ma non sono eroi della pandemia, come sono stati definiti, sono persone che vogliono un trattamento degno della loro posizione e garantire la sicurezza di chi viaggia».
Con Seta, conclude infine Cimmino, «c’è una trattativa in corso per un accordo di secondo livello. In sede attualmente vige un doppio remunerativo salariale che stiamo cercando di ridurre, c’è un colloquio in corso ma procede molto a rilento. Abbiamo richiamato all’ordine non solo la dirigenza ma abbiamo scritto anche alla proprietà e alle istituzioni, ovvero Comune, Provincia e Agenzia della mobilità, in modo che tutti gli attori del Tpl ci dicano cosa vogliono fare da grandi e l’idea di trasporto pubblico che hanno per questa città. Se guardiamo a progetti green e trasporti integrati non possiamo basarci su disparità e diseguaglianze». —
Leonardo Grilli
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